Paestum, al Lido Conchiglia il beach club incontra il benessere
Nell’estate 2026 lo stabilimento amplia l’offerta con il progetto Biancamore, nato dall’incontro tra le famiglie Senatore e Barlotti e legato alla filiera del l
OSPITALITÀ E TURISMO - Negli ultimi anni l’offerta degli stabilimenti balneari si è progressivamente ampliata, affiancando ai servizi tradizionali proposte legate alla ristorazione, alla musica, al design, alla moda e al benessere. Un’evoluzione che interessa diverse località del Mediterraneo e che ha trasformato alcuni beach club in spazi destinati anche a collaborazioni temporanee con marchi e aziende.
In Italia il fenomeno è particolarmente evidente nel settore della moda. Tra gli esempi più noti figurano la collaborazione di Missoni con il Carillon di Paraggi-Portofino, il progetto Dioriviera ospitato al Riccio di Capri, l’intervento di Valentino alla Clubhouse by the Sea di Palazzo Avino, a Ravello, e le iniziative di Dolce & Gabbana con il San Domenico Palace di Taormina.
Anche in Campania sono state avviate esperienze di questo tipo. A Massa Lubrense, nella Penisola Sorrentina, Marinella ha portato il proprio stile al Cava Regia Beach Club, mettendo in relazione uno dei marchi storici della moda napoletana con l’ospitalità balneare.
A Paestum, nell’estate 2026, il modello viene declinato in maniera differente. Al centro del progetto non c’è infatti la collaborazione temporanea tra uno stabilimento e una maison esterna, ma l’incontro tra due famiglie del territorio, i Senatore e i Barlotti, attive rispettivamente nell’accoglienza balneare e nella filiera bufalina.
La famiglia Senatore è legata al Lido Conchiglia, stabilimento che ha costruito nel tempo una propria identità visiva attraverso il total white utilizzato negli spazi e negli arredi. Il bianco è diventato così uno degli elementi riconoscibili della struttura e del suo modo di interpretare l’ospitalità sul mare.
La famiglia Barlotti opera invece nella filiera bufalina, uno dei comparti maggiormente rappresentativi dell’economia e della produzione agroalimentare dell’area di Paestum. Dall’incontro tra queste due esperienze è nata Biancamore, startup impegnata nello sviluppo di una linea cosmetica a base di latte di bufala e di altre applicazioni collegate alla stessa materia prima.
Il progetto non si limita alla skincare, ma punta a mettere in relazione prodotti, benessere, ospitalità e lifestyle. Il bianco del latte di bufala e quello che caratterizza il Lido Conchiglia diventano il tratto comune di una proposta sviluppata a partire dalle competenze e dalle attività delle due famiglie.
All’interno dello stabilimento balneare trovano quindi spazio massaggi, trattamenti per la cura della persona e prodotti cosmetici, proposti accanto ai servizi normalmente associati a una giornata in spiaggia. Il lido diventa in questo modo anche un luogo nel quale sperimentare forme di benessere collegate alle risorse produttive locali.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio cambiamento che sta interessando il concetto di beach club. L’evoluzione non riguarda necessariamente una maggiore esclusività o una crescente attenzione agli elementi scenografici, ma può tradursi anche nella costruzione di relazioni tra turismo, imprese e competenze appartenenti a settori differenti.
Nel caso di Biancamore, l’esperienza della famiglia Senatore nell’accoglienza incontra quella della famiglia Barlotti nella lavorazione di una materia prima tradizionalmente destinata al settore alimentare. Il latte di bufala viene così impiegato anche nello sviluppo di prodotti cosmetici, affiancando nuovi utilizzi a quelli consolidati nella produzione agroalimentare.
Per lungo tempo, infatti, il legame tra Paestum e la filiera bufalina è stato raccontato soprattutto attraverso la mozzarella e gli altri prodotti destinati all’alimentazione. L’impiego del latte di bufala nella cosmetica consente di esplorare un ambito diverso, mettendo in relazione agricoltura, ricerca, benessere, design e ospitalità.
Il Lido Conchiglia rappresenta lo spazio nel quale questa integrazione viene proposta direttamente al pubblico. Lo stabilimento mantiene la propria funzione principale, ma amplia l’offerta con servizi dedicati alla cura del corpo e con prodotti sviluppati a partire da una materia prima strettamente legata al territorio.
In iniziative di questo tipo resta centrale il rapporto effettivo con la filiera locale. Il richiamo a Paestum, alla cultura mediterranea e al latte di bufala può avere valore soltanto se sostenuto da attività produttive, ricerca, competenze e persone realmente radicate nell’area.
Biancamore nasce dunque dall’unione di due esperienze familiari differenti ma complementari: da una parte l’ospitalità balneare e l’identità total white del Lido Conchiglia, dall’altra la cultura produttiva legata alla bufala. Un progetto che amplia gli utilizzi di una materia prima tradizionale e sperimenta nuove connessioni tra accoglienza, benessere e produzione locale.








