Tuttopizza 2026: oltre 35mila visitatori e 3 milioni di impatto economico su Napoli

Tuttopizza 2026 chiude la nona edizione con 35.800 visitatori, 150 espositori e oltre 3 milioni di euro di impatto economico sul capoluogo campano.

28 Maggio 2026 - 12:53
Tuttopizza 2026: oltre 35mila visitatori e 3 milioni di impatto economico su Napoli

EVENTI - La nona edizione di Tuttopizza si chiude con numeri che consolidano la manifestazione come il principale marketplace mondiale per il business della pizza. Alla Mostra d'Oltremare di Napoli si sono registrati 35.800 visitatori, 150 espositori, 240 marchi rappresentati e la partecipazione di operatori provenienti da 12 Paesi stranieri — un bilancio che rafforza il ruolo di Napoli come hub internazionale dell'intera filiera e che, secondo le stime dell'organizzazione, ha generato un impatto economico e turistico sulla città superiore ai 3 milioni di euro, distribuiti tra hospitality, ristorazione, trasporti e indotto collegato all'evento.

Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni regionali campane: l'assessore all'Agricoltura Maria Carmela Serluca, l'assessore al Turismo Vincenzo Maraio, il direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo Rosanna Romano, insieme a Raffaele Biglietto, direttore e co-ideatore di Tuttopizza, e a Gianluca Pirro, presidente dell'Associazione Pizzaiuoli Napoletani.

È Biglietto a restituire la chiave di lettura dell'intera manifestazione: "Per anni la pizza è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso il folklore e l'immaginario tradizionale legato a Napoli. Con Tuttopizza abbiamo voluto cambiare questo paradigma, dando alla pizza industry una piattaforma internazionale di business capace di valorizzare non solo la tradizione, ma tutta la filiera produttiva che oggi ruota attorno a questo mondo". Una visione che si traduce nei numeri: "Oggi la pizza non rappresenta soltanto una tradizione gastronomica, ma una vera industria culturale ed economica capace di generare valore, occupazione, attrattività turistica ed export. Tuttopizza dimostra come Napoli possa essere il centro internazionale di questo sistema".

L'Osservatorio della Pizza 2026: i numeri di un settore in crescita tra sfide e priorità

La prima giornata della manifestazione ha ospitato la presentazione dei dati aggiornati dell'Osservatorio sulla Pizza 2026, alla presenza di rappresentanti istituzionali della Regione Campania e con un videomessaggio del Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha ricordato come la pizza generi quasi 15 miliardi di euro l'anno e occupi oltre 300.000 addetti diretti.

Il settore si conferma dinamico e resiliente. La formula tradizionale della pizzeria resta dominante con il 72,2% del mercato, in una struttura prevalentemente medio-piccola: il 37,5% degli operatori impiega tra 1 e 5 dipendenti. Il forno a legna si conferma il riferimento assoluto con il 56,9% delle preferenze. Sul fronte economico, il 41,7% delle pizzerie ha registrato una crescita del fatturato e altrettante sono rimaste stabili; la Margherita si mantiene nella fascia tra 5 e 8 euro nel 76,4% dei casi.

I consumatori orientano le proprie scelte soprattutto sulla qualità degli ingredienti (55,6%) e sulla leggerezza e digeribilità (23,6%). La pizza tradizionale napoletana resta la più richiesta (62,5%), seguita dalla contemporanea (38,9%). Sul fronte della comunicazione digitale, Instagram si conferma la piattaforma più efficace (69,4%), davanti al passaparola (51,4%) e a TikTok (34,7%).

Le criticità più sentite riguardano i costi energetici (61,1%), il reperimento del personale (55,6%) e la tassazione (47,2%). Il tema del personale emerge come vera emergenza strutturale: il 75% degli operatori considera molto difficile trovare pizzaioli qualificati, mentre l'83,3% del comparto assegna il massimo valore alla formazione professionale continua.

Il pizzaiolo al centro

L'edizione 2026 ha messo al centro l'evoluzione del ruolo professionale del pizzaiolo: tra i temi chiave, la gestione manageriale della pizzeria, l'intelligenza artificiale applicata al food & horeca, il food design e la comunicazione digitale. Un segnale di maturità del settore, che guarda al pizzaiolo non più come semplice artigiano ma come imprenditore e comunicatore.

"Il pizzaiolo contemporaneo deve diventare un professionista completo, capace di gestire un'attività, comunicare il proprio brand e affrontare le dinamiche di un mercato sempre più competitivo e internazionale. Solo così il settore potrà continuare a crescere e dare nuove opportunità alle giovani generazioni", ha dichiarato Gianluca Pirro, presidente dell'Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Tra i protagonisti delle masterclass — tutte a platee esaurite — Fabio Cristiano, Salvatore Piccirillo, Ciro Cascella, Diego Vitagliano, Sasà Martucci, Renato Bosco, Salvatore Lioniello e molti altri professionisti del settore.

Sul fronte delle novità, due progetti hanno catalizzato l'attenzione. Pizza Icona, realizzata con l'Accademia di Belle Arti di Napoli, ha esplorato la pizza come fenomeno culturale globale attraverso design e identità visiva. Il Pizza Design District, sviluppato con gli architetti di ARS Constructa, ha proposto invece soluzioni concrete per le pizzerie del futuro: layout, materiali, illuminazione, tecnologia e sostenibilità integrate in un nuovo modello di locale.

Aree speciali e vocazione internazionale: Tuttopizza guarda al mondo

Le aree speciali hanno completato l'offerta della manifestazione. Al padiglione 3, Tuttopane ha portato in scena l'arte bianca italiana con maestri panificatori da tutta la penisola, coordinati da Emma Prunella di FIPPA: preparazioni live di pani tipici campani, focacce in teglia, prodotti da colazione artigianali e la "Signora Pagnotta" da 35 kg. Al padiglione 4, l'Area Pizza Senza Glutine ha confermato la crescente attenzione del settore verso le intolleranze alimentari, con le masterclass del maestro pizzaiolo Marco Amoriello e il contributo di Mulino Caputo su tecniche di prevenzione delle contaminazioni in pizzeria.

Sul fronte internazionale, il progetto Tuttopizza International — realizzato con il SIAL Network, Universal Marketing e l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania — ha anticipato la fiera con missioni a SIAL India, SIAL Canada e SIAL China. Alla Mostra d'Oltremare erano presenti operatori, buyer ed espositori da Francia, Spagna, Corea del Sud, Cina, Germania, Svizzera, Croazia, Regno Unito, Romania, Bulgaria e Grecia.

Tuttopizza 2026 chiude un'edizione che rafforza il ruolo della pizza come leva economica strategica per turismo, formazione, innovazione ed export. Già annunciata la prossima edizione: Tuttopizza 2027 tornerà alla Mostra d'Oltremare con l'obiettivo di ampliare ulteriormente la presenza internazionale e le opportunità di business per tutta la filiera.

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