ALTO Cocktail Festival 2026: oltre mille presenze a Cervia per mixology e cucina d'autore

Oltre 50 guest, sei serate, talk e più di 1.000 presenze: ALTO Cocktail Festival 2026 a Cervia conferma il suo posto nell'ospitalità contemporanea

3 Giu 2026 - 11:28
ALTO Cocktail Festival 2026: oltre mille presenze a Cervia per mixology e cucina d'autore

EVENTI - ALTO Cocktail Festival chiude la sua edizione 2026. Dal 23 al 29 maggio, il festival indipendente ideato e diretto da Niccolò Amadori ha portato a Cervia decine di professionisti della mixology, della cucina d'autore e della pizza contemporanea, confermando la città romagnola come punto di riferimento per il settore hospitality italiano.

Dietro il bancone: una lineup internazionale

Sei serate, un cast di bartender che arriva da alcune delle insegne più riconoscibili d'Europa. Tra i nomi presenti: Giulia Caffiero del Geranium di Copenaghen, Martina Bonci del Gucci Giardino, Lucia Montanelli del Vesper Bar, Alessia Bellafante di Sali, Davide "Davo" Patta e Fabio Tammariello di Ruggine, Marco Masiero di Lubna Milano, Jimmy Bertazzoli di Aguardiente, Francesco Ismenghi di Racine, Federico D'Agati di Bar Folia, Denis Paonessa de La Ménagère Firenze, Alessandro Mengoni de Il Locale, Natale Palmieri di Cinquanta Spirito Italiano, Daniel Pappa di Svanen, Federico Biserni e Alessandro Marin di Himkok, Christian Borrelli di Ruby, Nicolò Ribuffo e Andrea Guarnieri di Sentaku, Mauro Colombo e Nicolò Rossi di Barrier, Simone Sacco di Piano35 Bar, Cesar Araujo di Bob Milano, Alessandro D'Alessio di Rita Tiki, Matteo Paulillo di Sogni Milano, Edoardo Sandri di Atrium Bar, Benjamin Cavagna di 1930 e Davide Diaferia di Nucleo Roma.

Cucina e pizza: i protagonisti della scena gastronomica

Parallelamente alla scena bar, il festival ha ospitato chef e pizzaioli tra i più seguiti del momento: Benedetta Romano del Geranium, Enrico Croatti di Moebius Milano, Enrico Fusi di Fuba, Davide Fiorentini di O' Fiore Mio, Enrico Marmo di Momento, Andrea Impero di Elementi Fine Dining, Francesco De Maria, Gennaro Pepe e Francesco Auriemma de I Vesuviani, Federico Sisti di Frangente, Lorenzo Sirabella di Dry Milano, Hazama Satoshi di Hazama Ristorante, Marco Manzi di Pizzeria Giotto, Edoardo Tilli di Podere Belvedere, Antonio Pappalardo di Cascina dei Sapori, Federico Del Moro di Crunch Roma e Christian Balzo di Ristorante Piano35.

Un festival che funziona per le relazioni che genera

Più che i nomi, a colpire è stato il clima. Durante tutte e sei le serate si è respirato un senso di appartenenza a qualcosa di condiviso — difficile da costruire a tavolino e ancora più difficile da replicare. È probabilmente questo l'elemento che distingue ALTO dagli altri eventi di settore, sia B2B che B2C. «ALTO Cocktail Festival continua infatti a crescere grazie a una rete di relazioni personali, stima professionale e connessioni costruite negli anni, accomunate dall'entusiasmo di prendere parte a un festival percepito come autentico, libero e costruito attorno ai contenuti», spiega Niccolò Amadori.

I Talk: spazio alle idee oltre che ai cocktail

L'edizione 2026 ha introdotto i Talk, tre appuntamenti moderati da Penelope Vaglini e Chiara Degli Innocenti (Coqtail Milano), Rossella De Stefano (Mixer Planet) e Carlo Passera (Identità Golose). Sul tavolo i temi che attraversano oggi l'ospitalità: pairing gastronomico, nuove sensibilità nel beverage, rapporto tra pizza e cocktail culture. «ALTO nasce proprio dalla volontà di creare connessioni reali tra persone, visioni e linguaggi differenti», ha detto Amadori. «Vedere arrivare a Cervia professionisti da alcune delle realtà più importanti della scena internazionale, tutti entusiasti di partecipare e confrontarsi all'interno di questo progetto, significa che il festival sta riuscendo a costruire qualcosa di autentico».

Oltre mille presenze in sei serate

I numeri danno la misura della crescita: oltre 1.000 presenze nel corso del festival, con ospiti arrivati da tutta Italia. Un pubblico che non cercava solo buoni drink, ma un'idea precisa di ospitalità — quella che ALTO costruisce sull'incontro tra cucina, pizza, mixology e contenuti. Un format indipendente che nel panorama hospitality italiano si sta ritagliando uno spazio sempre più riconoscibile.

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