Caldo estremo, quanto ha inciso sulla capacità di vendita dei locali

Il caldo estremo ha ridotto in alcuni locali la capacità di vendita di spazi e fasce orarie. I dati dell’estate 2026 e gli indicatori da osservare

15 Sett 2026 - 11:30
Caldo estremo, quanto ha inciso sulla capacità di vendita dei locali

Un tavolo disponibile non è necessariamente un tavolo che può essere venduto. Lo stesso vale per un dehors, una terrazza o per alcune ore della giornata. L’estate 2026 ha mostrato come temperature particolarmente elevate possano ridurre la capacità effettiva di un locale di utilizzare spazi e fasce orarie che, sulla carta, continuano a essere pienamente disponibili.

Il contesto climatico è stato eccezionale. Secondo il Copernicus Climate Change Service, l’estate 2026 è stata la terza più calda mai registrata in Europa e la più calda nella serie storica per l’Europa occidentale. In agosto le temperature sono risultate molto superiori alla media anche in Italia, generalmente di 3-5 °C rispetto al periodo 1991-2020.

Questo, però, non significa che il fuori casa abbia attraversato un’estate negativa nel suo complesso. Le stime del Centro Studi FIPE-Confcommercio indicavano per il periodo giugno-settembre 2026 una spesa di 38,2 miliardi di euro, contro i 38 miliardi del 2025. Agosto, con 10,8 miliardi, si confermava il mese più importante dell’anno per i consumi alimentari fuori casa.

La questione diventa quindi un’altra: dietro un dato nazionale sostanzialmente positivo, che cosa è successo alla capacità di vendita dei singoli locali nelle giornate più calde?

Quando lo spazio disponibile non coincide con quello vendibile

Il problema è apparso soprattutto nelle attività che dipendono dalla presenza fisica delle persone nelle strade e dall’utilizzo degli spazi esterni. Confesercenti ha segnalato durante l’estate che nelle ore centrali delle giornate più calde le strade tendevano a svuotarsi, mentre i dehors perdevano attrattività. L’effetto indicato dall’associazione è particolarmente interessante per i pubblici esercizi: l’afa può ridurne la capacità potenziale.

Un locale con 60 posti, 25 dei quali all’esterno, continuava formalmente ad avere la stessa capacità. Ma se per alcune ore quei 25 posti risultavano difficili da occupare, il loro valore commerciale cambiava. Lo stesso vale per una terrazza, un cortile o uno spazio aperto utilizzato da un bar, una gelateria, una pasticceria o da altre attività che costruiscono una parte degli incassi sulla permanenza all’esterno.

Il caldo può avere modificato anche il valore delle diverse ore di apertura. Un locale rimasto aperto dalle 8 alle 22 non necessariamente ha avuto quattordici ore con le stesse possibilità di vendita. Se il passaggio nelle ore centrali si è ridotto, parte del fatturato potenziale della giornata può essersi concentrata al mattino o alla sera.

Le ore perse non sempre sono state recuperate

Un’indicazione concreta arriva dalla Lombardia. Confesercenti Lombardia Orientale ha rilevato durante l’estate una riduzione della frequentazione di centri storici, vie commerciali e pubblici esercizi nelle ore più calde. Secondo l’associazione, nel territorio bresciano le fasce centrali della giornata sono risultate meno dinamiche e l’aumento dell’afflusso serale non sempre è riuscito a compensare il mancato incasso precedente.

Un fenomeno analogo è emerso dalle rilevazioni realizzate da Confesercenti del Veneto Centrale tra gli operatori: nelle giornate più calde è diminuita la frequentazione delle vie commerciali soprattutto nel pomeriggio, arrivando in alcuni casi a richiedere una modifica degli orari e dell’organizzazione delle attività.

Non significa che ogni locale abbia lavorato meno con il caldo. Posizione, tipologia di offerta, presenza di spazi interni, flussi turistici e abitudini della clientela possono produrre risultati molto differenti. Proprio per questo il dato utile per l’operatore non è soltanto quello sull’andamento generale del settore.

Capire dove il caldo ha sottratto fatturato

Una prima analisi può essere fatta utilizzando informazioni che molte attività possiedono già. Il punto di partenza è confrontare giornate simili per periodo e giorno della settimana, distinguendo quelle caratterizzate dalle temperature più elevate.

A quel punto possono essere osservati numero di clienti nelle diverse fasce orarie, occupazione degli spazi interni ed esterni, scontrino medio, tavoli o posti utilizzati e, dove disponibili, prenotazioni e cancellazioni.

Non si tratta di attribuire automaticamente al caldo ogni variazione. Eventi, turismo, festività e andamento generale dei consumi incidono sulle vendite. Una serie sufficientemente ampia di confronti può però mostrare ricorrenze che il solo fatturato mensile tende a nascondere.

Un’attività potrebbe scoprire che il risultato complessivo della giornata è rimasto quasi invariato, ma che il pomeriggio ha perso clienti mentre la sera ne ha acquisiti. Un’altra potrebbe rilevare che sono stati soprattutto i posti esterni a perdere rendimento. Per un altro locale ancora, invece, le temperature elevate potrebbero avere inciso poco.

Sono informazioni che permettono di passare dalla generica impressione che “con il caldo si lavora meno” a una domanda molto più concreta: in quali ore e in quali spazi il mio locale ha perso capacità di vendita?

L’estate 2026 ha mostrato che il caldo estremo non deve necessariamente tradursi in un calo generalizzato dei consumi fuori casa. Può però cambiare il valore commerciale di posti, spazi e ore di apertura.

Un dehors rimasto vuoto alle 15 non è stato soltanto uno spazio poco utilizzato: in quel momento ha rappresentato una parte della capacità del locale che non è riuscita a trasformarsi in fatturato. Individuare dove e quando questo è accaduto può fornire agli operatori una base concreta per organizzare meglio spazi, servizio e orari nelle prossime estati.

Fonti utilizzate per realizzare questo articolo
climate.copernicus.eu – Surface air temperature for August 2026
fipe.it – Estate 2026, consumi fuori casa
fiepet.confesercenti.it – Caldo estremo e imprese bresciane
confesercenti.it – Caldo e commercio, le indicazioni degli operatori
ANSA – Analisi Confesercenti sul caldo estremo

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