Consumi 2026 all’insegna della prudenza: l’indagine Radar SWG

Radar SWG fotografa un 2026 segnato da consumi prudenti: famiglie italiane caute, risparmio centrale e attenzione crescente alle spese davvero indispensabili

15 Gen 2026 - 09:46
Consumi 2026 all’insegna della prudenza: l’indagine Radar SWG

INDAGINI E RICERCHE - L’inizio del nuovo anno si colloca in un contesto internazionale dominato dall’instabilità, segnato da forti tensioni geopolitiche, rallentamento della crescita e un potere d’acquisto che negli ultimi anni ha mostrato segnali di progressiva erosione.
 
In questo scenario secondo i dati raccolti dall’ultima indagine di Radar SWG la percezione economica delle famiglie italiane tenderebbe alla cautela più che alla ripartenza: il 52% degli italiani si aspetterebbe un anno sostanzialmente stabile, ma questa stabilità sembrerebbe avere il carattere di una difesa più che di una reale tenuta.

A incidere sarebbe soprattutto la quota di chi prevede un peggioramento della propria situazione economica (32 %), elemento che potrebbe segnalare un clima di prudenza diffusa. Il miglioramento immaginato dal 16% del campione rimarrebbe circoscritto e non sufficiente a modificare la direzione complessiva del sentimento economico rilevato. 

La differenza generazionale contribuirebbe a rendere la lettura più articolata: tra la Gen Z la previsione di un arretramento riguarderebbe il 19% degli intervistati, mentre tra Millennials, Gen X e Baby Boomers questa quota crescerebbe fino a superare il 35%. 

Questa dinamica potrebbe indicare che le fasce più mature, avendo già attraversato anni di pressione inflattiva e oscillazioni reddituali, tenderebbero a interpretare il futuro con maggiore cautela.

Anche le intenzioni di consumo si muoverebbero nella stessa direzione. Secondo SWG, il 43% degli italiani cercherebbe di contenere complessivamente le spese nel 2026, mentre un ulteriore 19% limiterebbe gli acquisti a piccoli sfizi rinviando quelli più significativi. 

Solo il 15% non prevedrebbe riduzioni. La riduzione del potere d’acquisto, indicata dal 28% come motivazione principale, potrebbe essere il fattore determinante, seguita dal timore di un peggioramento dell’economia globale, segnalato dal 24%.

In questo quadro, il risparmio assumerebbe un ruolo centrale: il 42% lo considererebbe importante ma compatibile con alcune spese selettive, mentre il 22% lo indicherebbe come priorità assoluta. 

Interessante sarebbe anche la percezione delle rinunce degli ultimi anni: quasi il 40% dichiarerebbe di star ripensando in modo più profondo cosa sia davvero essenziale, segnale che potrebbe indicare un cambiamento culturale oltre che economico.

Nonostante la prudenza generale, alcune voci di spesa resterebbero irrinunciabili. La salute si confermerebbe al primo posto con oltre la metà del campione, seguita dall’alimentazione di qualità e dalle vacanze, che verrebbero ridimensionate ma non eliminate. La casa e il comfort abitativo continuerebbero a rappresentare un asse prioritario per molte famiglie. 

Le preoccupazioni di fondo riguarderebbero soprattutto il futuro lavorativo e previdenziale: il timore di non avere una pensione adeguata, il rischio di perdere il lavoro, la difficoltà nel mantenere il tenore di vita e l’incertezza del reddito emergerebbero come fattori che potrebbero influenzare profondamente la propensione alla spesa.

Il quadro emotivo rilevato da SWG, con speranza e rabbia su livelli simili e fiducia più bassa, suggerirebbe uno stato d’animo oscillante, in cui la prudenza prevarrebbe sulle aspettative positive. Paura e tristezza resterebbero presenti in modo costante, contribuendo a un atteggiamento di attesa più che di slancio.

Nel complesso, il 2026 potrebbe configurarsi come un anno di consumi selettivi. Le famiglie italiane sembrerebbero orientate a preservare ciò che ritengono indispensabile e a rimandare tutto il resto, interpretando la prudenza non come rinuncia totale ma come criterio di equilibrio in un contesto percepito come incerto.

Fonte Grafici: Studio Radar SWG

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