Offrire acqua del rubinetto non è un obbligo per ristoranti e hotel: lo dice la Cassazione
Nessun obbligo per hotel e ristoranti di servire acqua del rubinetto. Non va a buon fine il ricorso di una turista contro un 5 stelle delle Dolomiti.
NORME E LEGGI - La Corte di Cassazione ha stabilito che in Italia ristoratori e albergatori non hanno alcun obbligo di servire acqua del rubinetto ai propri clienti. La sentenza, emessa il 29 aprile 2026, ha definitivamente respinto il ricorso di una turista che durante le festività natalizie del 2019 si era vista negare l'acqua di rete in un hotel cinque stelle delle Dolomiti e aveva chiesto un risarcimento di circa 2.700 euro.
La vicenda ha origine da un soggiorno in mezza pensione, con formula "bevande escluse", acquistato dalla donna per oltre 5.700 euro. Durante le cene, la cliente aveva più volte chiesto di poter consumare acqua del rubinetto, dichiarandosi disponibile anche a pagarla come servizio aggiuntivo. L'hotel aveva opposto un rifiuto in ogni occasione, mettendo a disposizione esclusivamente acqua minerale al prezzo di 7 euro a bottiglia.
La donna aveva quindi fatto causa alla struttura, sostenendo che l'acqua costituisce un bene naturale e un diritto umano universale e che a ogni individuo dovrebbe essere garantita gratuitamente la quantità minima indispensabile per soddisfare i bisogni essenziali. Nel ricorso si argomentava inoltre che chi soggiorna in una struttura alberghiera si aspetta legittimamente di poter bere acqua del rubinetto durante i pasti, così come considera scontato trovare un letto rifatto, una stanza riscaldata o il sapone in bagno. La richiesta è stata però respinta in tutti i gradi di giudizio.
Con la sua ordinanza, la Cassazione ha confermato che nell'ordinamento giuridico italiano non esistono norme che impongano tale obbligo. In assenza di accordi preventivi tra le parti, la scelta di servire o meno acqua di rete resta affidata alla libera politica commerciale della singola struttura. L'avvocato dei proprietari dell'hotel Sassongher, Silvio Belardi, ha commentato che la Cassazione ha ribadito «il concetto che non c'è l'obbligo per la struttura di fornire acqua potabile agli avventori» e che alcune strutture «per evitare l'eventualità di problemi legati all'acqua della rete scelgono di agire alla radice, servendo acqua in bottiglia».
La situazione è diversa in altri paesi europei, dove l'obbligo è sancito per legge. In Francia, dal 2022, i ristoranti e gli esercizi che servono bevande devono offrire acqua potabile gratuita ai clienti che ordinano anche altro. In Spagna, una legge del 2023 sull'economia circolare impone alle strutture ricettive di proporre l'acqua di rubinetto come alternativa alle bottiglie. Anche in Inghilterra e in Galles la fornitura gratuita di acqua potabile su richiesta è un obbligo di legge.
In Italia, invece, non esiste una norma analoga. Ristoratori e albergatori possono regolarsi secondo le proprie esigenze commerciali e gestionali. Va ricordato, peraltro, che servire acqua di rete non è una scelta priva di implicazioni: nei pubblici esercizi la tutela della salute dei clienti è una priorità. Una bottiglieria certificata, in questo senso, rappresenta anche una garanzia di sicurezza, oltre che una voce di ricavo.






