Legge PMI: cosa cambia per chi usa «artigianale» nella comunicazione

È già in vigore la Legge PMI, maggiori strette e sanzioni per chi usa impropriamente "artigianale" nella comunicazione. Ecco tutti i requisiti necessari.

13 Apr 2026 - 10:06
Legge PMI: cosa cambia per chi usa «artigianale» nella comunicazione

NORME E LEGGI - Dal 7 aprile 2026 i termini artigiano, artigianale o artigianato — nella ditta, nell'insegna, nel marchio e in qualsiasi forma di promozione — non sono più utilizzabili liberamente. La Legge 11 marzo 2026, n. 34, nota come Legge annuale sulle piccole e medie imprese, introduce un divieto preciso e già operativo: solo chi è iscritto all'albo delle imprese artigiane e produce direttamente ciò che vende può qualificare i propri prodotti o servizi come artigianali.

Per il settore della ristorazione e del food&beverage, la norma ha un impatto immediato

Come anticipato, l'articolo 16 della legge modifica la disciplina dell'albo provinciale delle imprese artigiane stabilendo una regola semplice ma vincolante: nessuna impresa può adottare denominazioni che richiamino artigianato o artigianalità se non soddisfa contemporaneamente due condizioni. La prima è l'iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane. La seconda è la produzione o realizzazione diretta dei prodotti o servizi che vengono pubblicizzati o posti in vendita come artigianali. Le due condizioni sono cumulative: non basta essere iscritti se si commercializza un prodotto realizzato da terzi, e non basta produrre direttamente se non si ha la qualifica formale. Il divieto si estende anche ai consorzi e alle società consortili non iscritti alla separata sezione dell'albo.

La norma è immediatamente operativa dal 7 aprile 2026 e non richiede alcun decreto attuativo. Non c'è quindi periodo transitorio: birrifici artigianali, gelaterie, pasticcerie, panifici, laboratori di pasta fresca e qualsiasi operatore food&beverage che utilizzi il termine «artigianale» — o varianti come «artigiano» o «artigianalità» — nella propria comunicazione commerciale senza avere entrambi i requisiti è già esposto a sanzione.

Le sanzioni sono significative

L'autorità regionale competente applica una sanzione amministrativa pari all'1% del fatturato dell'impresa per ogni singola violazione accertata. La soglia minima è fissata a 25.000 euro per ciascuna violazione, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda. Il regime sanzionatorio segue le procedure della legge 24 novembre 1981, n. 689.

A spingere per questa norma sono state le principali associazioni di categoria - in particolare Confartigianato Imprese - che stimano in oltre 850.000 gli operatori che si presentano come artigiani senza averne i requisiti, a danno delle imprese regolari.

Per chi opera nel settore Horeca con una comunicazione che evoca l'artigianalità, è il momento di verificare la propria posizione rispetto alle indicazioni di legge.

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