Addio a Carlo Petrini. Si è spento a 76 anni il fondatore di Slow Food

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è morto a 76 anni a Bra. Con Terra Madre e l'Università di Pollenzo ha segnato il dibattito sul cibo sostenibile

22 Maggio 2026 - 09:34
Addio a Carlo Petrini. Si è spento a 76 anni il fondatore di Slow Food
Photo Credits: https://www.slowfood.it/

PROTAGONISTI - Si è spento nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026 nella sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Gastronomo, giornalista e scrittore, Petrini è stato una delle figure più influenti nel dibattito internazionale sul cibo, la sostenibilità e la biodiversità.

Nato a Bra nel 1949, Carlo Petrini — “Carlin” per molti — ha legato il proprio nome alla nascita di Slow Food, il movimento fondato nel 1986 con il nome di Arcigola e divenuto negli anni una realtà presente in oltre 160 Paesi. Il 9 dicembre 1989, a Parigi, oltre venti delegazioni internazionali firmarono il Manifesto Slow Food, eleggendolo presidente di un’organizzazione che avrebbe guidato fino al 2022.

Nel corso della sua attività ha promosso un’idea di sistema alimentare sostenibile e giusto, costruendo reti e progetti che hanno avuto un impatto internazionale. Dalla sua visione sono nati Terra Madre, rete mondiale delle comunità del cibo fondata nel 2004, e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, avviata nello stesso anno a Bra come primo ateneo al mondo dedicato a un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo.

Con l’esperienza di Pollenzo, Petrini ha contribuito a portare il tema del cibo anche all’interno del mondo accademico, attribuendogli una dimensione culturale, storica, socio-economica e ambientale dopo che politica. Un percorso culminato nel 2017 con l’istituzione, da parte dello Stato italiano, della Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche. Dalla fondazione dell’ateneo, sono stati formati circa 4000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati.

Terra Madre è diventata nel tempo il cuore della rete Slow Food, coinvolgendo piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, studiosi ed esperti accomunati dalla difesa della biodiversità e delle culture alimentari locali. Un progetto che Petrini considerava un modello di “globalizzazione positiva”, alternativo all’omologazione industriale dell’agricoltura e dell’alimentazione.

Nel 2017, insieme a Mons. Domenico Pompili, oggi Vescovo di Verona, aveva inoltre fondato le Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco. La rete riunisce circa 80 realtà territoriali che, con persone di ogni fede, operano sui temi della transizione ecologica e della tutela della “casa comune”.

Parallelamente all’attività associativa, Petrini ha collaborato come giornalista con diverse testate, tra cui La Stampa, La Repubblica, Il Manifesto, Millennium de Il Fatto Quotidiano e Vita Pastorale, occupandosi di sviluppo sostenibile, gastronomia, cultura e ambiente. I proventi della sua attività giornalistica sono stati destinati a progetti di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche.

Chi semina utopia, raccoglie realtà”, ripeteva spesso Carlo Petrini, sintetizzando una visione che ha accompagnato tutta la sua vita pubblica. Convinto che sogni e idee, se condivisi e vissuti con convinzione, potessero trasformarsi in progetti concreti, ha lavorato soprattutto con le giovani generazioni, richiamando valori come fraternità, intelligenza affettiva e “austera anarchia”.

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