Da Generazione Next alla guida di Assovini Sicilia: Gabriella Favara racconta la visione del nuovo corso
Dopo la nomina alla presidenza di Assovini Sicilia, Gabriella Favara racconta a HorecaNews il percorso di Generazione Next e le priorità del mandato
ENTI E CONSORZI - Il 6 luglio scorso Gabriella Favara, 29 anni, International Marketing Manager di Donnafugata, è stata eletta presidente di Assovini Sicilia, succedendo a Mariangela Cambria. Un’elezione che segna l’avvio di una nuova fase nel segno del ricambio generazionale, con il Consiglio di amministrazione più giovane nella storia dell’associazione.
Insieme alla neo presidente sono stati eletti Pietro Pollara (vicepresidente), Graziano Nicosia (Tenute Nicosia), Costante Planeta (Planeta), Alessandro Tasca (Tasca d’Almerita), Cristina Madaudo (Camporè), Enrica Spadafora (Dei Principi di Spadafora), Pierfilippo Marchello (Cantine Pellegrino) e Totò Navarra (Tenute Navarra), tutti under 40 e protagonisti del progetto Generazione Next.
Una governance che raccoglie l’eredità delle famiglie che hanno contribuito a costruire il vino siciliano contemporaneo e che oggi è chiamata a confrontarsi con uno scenario profondamente cambiato. In questa intervista rilasciata a HorecaNews, Gabriella Favara racconta il percorso che ha portato la nuova generazione alla guida di Assovini Sicilia, il rapporto tra continuità e rinnovamento, le priorità del mandato e la sua visione sulle sfide che attendono il comparto.

Il CDA. Da sinistra: Costante Planeta, Totò Navarra, Alessandro Tasca, Cristina Madaudo, Gabriella Favara, Pietro Pollara, Enrica Spadafora, Graziano Nicosia
Generazione Next è nata poco più di un anno fa come progetto per formare una nuova classe dirigente. Oggi i suoi componenti guidano Assovini Sicilia. Quale percorso avete compiuto in questi mesi per arrivare fino a qui?
Il percorso che ci ha portato qui è il risultato di un dialogo generazionale costante e naturale, promosso sin dall'inizio dalla precedente presidenza di Mariangela Cambria. Il gruppo "Generazione Next", di cui fanno parte una trentina di produttori under 40, è nato come naturale evoluzione di questo percorso: le generazioni che ci hanno preceduto hanno sempre lavorato pensando al futuro e hanno saputo dare ascolto e fiducia al nostro operato, culminato nell'elezione di nove componenti del gruppo nel nuovo Consiglio di Amministrazione. La nostra nomina a guida di Assovini è stata spontanea, frutto di un gruppo affiatato che ha imparato, fin dalla propria formazione all'interno dell'associazione, che il "fare squadra" è il vero segreto del successo del vino siciliano.
La nuova governance è espressione della nuova generazione, ma anche della continuità delle storiche famiglie che hanno contribuito a costruire il vino siciliano contemporaneo. Come immagina di coniugare il valore di questa eredità con la necessità di interpretare scenari profondamente cambiati?
Assovini Sicilia è nata grazie alla visione di alcune grandi famiglie storiche del vino siciliano, e negli anni è cresciuta fino a rappresentare una realtà molto più ampia e variegata, capace di riunire aziende grandi e piccole, più o meno recenti, distribuite in tutti i territori dell'isola. L'eredità più importante è soprattutto quella di una realtà che ha fatto dell'associazionismo e della condivisione il proprio valore distintivo. La forza di Assovini è sempre stata la sua straordinaria diversità: di territori, di vitigni, di aziende, di storie familiari e di identità imprenditoriali. Il nostro compito sarà valorizzare questa ricchezza, interpretando i cambiamenti del mercato valorizzandone l’autenticità. Vogliamo essere portavoce di tutte le anime del vino siciliano, raccontandole con un linguaggio nuovo, restando fedeli ai valori che hanno reso Assovini un punto di riferimento in questi quasi trent'anni.
Quali saranno le priorità sulle quali intende concentrare il lavoro di Assovini nel corso del suo mandato? In quali ambiti ritiene che, insieme al nuovo Consiglio di amministrazione, sarà possibile imprimere un’accelerazione per accompagnare la crescita delle aziende associate e rafforzare la competitività del vino siciliano?
Viviamo un momento storico particolarmente complesso, segnato da profondi cambiamenti geopolitici, economici e nei consumi. Il mondo del vino è chiamato ad affrontare sfide nuove e, proprio per questo, crediamo sia fondamentale rafforzare ancora di più l'identità del “brand Sicilia”. La nostra priorità sarà valorizzare ciò che rende unico il vino siciliano: la ricchezza dei suoi territori, delle sue persone e delle sue storie. Vogliamo rinnovare il modo di comunicare questo patrimonio, adottando strumenti e linguaggi più vicini ai nuovi consumatori, con una maggiore attenzione alla comunicazione digitale e ai social media, senza mai sacrificare la nostra identità. Allo stesso tempo continueremo a investire nell'internazionalizzazione, nel rafforzamento della presenza sui mercati esteri e nello sviluppo dell'enoturismo, che oggi rappresenta un asset strategico e non un'attività complementare. Raccontare la Sicilia significa offrire un'esperienza completa fatta di vino, paesaggio, cultura e ospitalità. È questa la direzione nella quale vogliamo accompagnare la crescita delle aziende associate.
La sua esperienza professionale si è sviluppata nel marketing internazionale. Alla luce di questo percorso, quali ritiene siano oggi le principali sfide che il vino siciliano deve affrontare sui mercati esteri e su quali aspetti sarà necessario lavorare per consolidarne e rafforzarne il posizionamento?
La storia del vino siciliano contemporaneo ha vissuto fasi cruciali: in una prima fase la sfida era farsi conoscere; successivamente è stato necessario consolidare il posizionamento della Sicilia come grande regione vitivinicola internazionale. Oggi possiamo dire di aver raggiunto una forte riconoscibilità, ma il contesto globale continua a cambiare rapidamente. Le sfide attuali sono legate all'evoluzione dei consumatori, alle dinamiche geopolitiche e alla necessità di intercettare nuovi mercati senza perdere forza in quelli storici. Sarà fondamentale continuare a consolidare le relazioni internazionali, individuare nuove opportunità di sviluppo e comunicare il valore distintivo del vino siciliano in modo sempre più efficace.
La sua nomina rappresenta un traguardo importante, ma anche una grande responsabilità. Quale emozione ha prevalso nei primi istanti dopo l’elezione e quale impegno sente di assumere, prima di tutto, nei confronti delle aziende associate?
È stata un'emozione fortissima per tutti noi giovani consiglieri e speriamo che sia di ispirazione per giovani siciliani di altri settori. Naturalmente, in qualità di presidente più giovane nella storia di Assovini, ho avvertito subito anche il peso della responsabilità, avendo l'onore di guidare un'associazione che ha visto la mia famiglia sempre impegnata per “fare squadra” al fine di scrivere con tutti i colleghi produttori una pagina fondamentale del vino siciliano. Accanto alla responsabilità, però, prevale l'entusiasmo. Dopo l'esperienza maturata nel marketing internazionale ho scelto di tornare in Sicilia perché desideravo lavorare per la mia terra e contribuire alla sua crescita. Oggi sento di poter mettere questa esperienza al servizio dell'intera associazione. L'impegno che assumo nei confronti delle aziende associate è quello di ascoltare, fare squadra e rappresentare tutte le realtà che fanno parte di Assovini Sicilia. Vogliamo inaugurare un nuovo corso che con spirito di squadra, ascolto e confronto, faccia sentire la nostra voce con uno sguardo rivolto al futuro, seguendo sempre i valori che hanno reso questa associazione un modello. La nostra bussola sarà proprio questa: coniugare storia e futuro, esperienza ed innovazione, affrontando insieme le sfide del mondo del vino con spirito di collaborazione, apertura e responsabilità.

Photo Credits: Walter Parrinello






