Demeter Italia, il ruolo dell’agricoltura biodinamica nella risposta al clima estremo
Demeter Italia indica nell’agricoltura biodinamica una risposta a siccità, caldo estremo e perdita di fertilità del suolo
ENTI E CONSORZI - Mentre Italia ed Europa affrontano una nuova ondata di calore, con temperature record e allarmi dal settore agricolo per i danni alle colture, Demeter Italia richiama il ruolo dell’agricoltura biodinamica nella risposta alla sfida climatica.
Il ruolo del suolo
Il punto di partenza è il suolo. Un terreno gestito con il metodo biodinamico, attraverso compost, sovesci multispecie e preparati da spruzzo come il 500, sviluppa nel tempo una struttura ricca di humus. Secondo Demeter Italia, questa può assorbire e trattenere acqua fino a venti volte più di un terreno povero di sostanza organica.
Il suolo biodinamico agisce quindi come una spugna: assorbe l’acqua quando disponibile, la conserva nella propria struttura e la rende gradualmente accessibile alle colture nei periodi più asciutti.
Le ricerche internazionali
Oltre quarantacinque anni di ricerca internazionale vengono indicati a sostegno di queste pratiche. Il DOK Trial, condotto in Svizzera da FiBL e Agroscope dal 1978 e documentato in oltre 130 pubblicazioni, rileva che i suoli gestiti con metodo biodinamico sviluppano una maggiore stabilità degli aggregati, un contenuto più elevato di carbonio organico e una più intensa attività microbica.
Queste caratteristiche migliorano la struttura del terreno, favoriscono l’infiltrazione dell’acqua e contribuiscono ad aumentare la capacità del suolo di conservarla e renderla disponibile alle piante nei periodi di limitata disponibilità idrica.
Un monitoraggio di 18 anni dell’Università di Geisenheim ha evidenziato che, nelle annate più calde e siccitose, i vigneti biodinamici possono ottenere risultati superiori rispetto ai sistemi convenzionali, mostrando una maggiore resilienza agli stress climatici.
Pratiche agronomiche
L’agricoltura biodinamica interviene su più livelli. Favorisce lo sviluppo dell’apparato radicale in profondità, dove le riserve idriche sono maggiori, attraverso l’uso dei preparati biodinamici, del cumulo, la limitazione dell’aratura e una gestione equilibrata del suolo.
Prevede inoltre tecniche naturali per limitare lo stress termico, come pacciamatura, macerati ed estratti vegetali. L’obiettivo è costruire nel tempo un ecosistema agricolo in grado di rispondere alla variabilità climatica senza dipendere da input chimici esterni.
La posizione di Demeter Italia
“Il caldo di questi giorni – dice Enrico Amico, presidente di Demeter Italia - non è un'emergenza isolata: è il segnale di un cambiamento strutturale del clima con cui l'agricoltura dovrà fare i conti sempre di più. Chi lavora la terra con il metodo biodinamico lo sa da decenni. La cura del suolo non è una pratica romantica: è la risposta più efficace e duratura alla siccità, al caldo estremo, alla perdita di fertilità. Un suolo vivo, ricco di humus e microbi attivi, trattiene l'acqua, nutre le piante, sequestra carbonio e riduce la dipendenza dall'irrigazione. Mentre si discute di tecnologie e soluzioni d'emergenza, noi ricordiamo che la soluzione più efficace è già sotto i nostri piedi. Chiediamo alle istituzioni di sostenerla con politiche agricole coraggiose.”
Esperienze nelle aziende
A confermare l’efficacia del metodo sul campo è Paolo Fontanabona, agricoltore biodinamico e consigliere di Demeter con delega alle Filiere e Certificazione.
“Nelle nostre aziende le differenze si vedono chiaramente. La presenza di alberi, siepi e boschetti crea vere e proprie isole di fresco che mitigano le temperature sia in campagna sia nelle aree circostanti. A questo si aggiunge la cura del suolo: cerchiamo di non lasciarlo mai nudo, ricorrendo a sovesci e colture di copertura che formano uno strato verde capace di evitare il surriscaldamento, fare da volano termico e raffreddare l'aria grazie all'evaporazione della massa vegetale. L'inerbimento dei frutteti è un'altra pratica fondamentale per lo stesso motivo: mantenere il verde significa ridurre l'impatto del calore in modo diretto e misurabile. Sono scelte agronomiche precise, non casuali, che nel tempo costruiscono un ecosistema resiliente, capace di affrontare la siccità e le ondate di calore con strumenti propri.”






