Donne del Vino, dalla Convention la proposta di un nuovo patto tra produttori e ristoratori

Le Donne del Vino riuniscono produttori, istituzioni e professionisti del settore per discutere il futuro delle denominazioni italiane

17 Giu 2026 - 10:39
Donne del Vino, dalla Convention la proposta di un nuovo patto tra produttori e ristoratori

ENTI E CONSORZI - Costruire un nuovo patto tra produttori e ristoratori per rafforzare la valorizzazione del vino italiano. È questa la proposta emersa dalla Convention nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino, ospitata in Emilia-Romagna, dove si è discusso della necessità di promuovere carte dei vini più legate ai territori, politiche di prezzo più equilibrate e l’introduzione di un credito d’imposta per i ristoratori che scelgono di inserire in carta vini e prodotti DOP della propria area.

Il tema è stato al centro di tre giornate di incontri, visite e approfondimenti che hanno riunito produttrici, professioniste e rappresentanti del settore insieme alle istituzioni, per confrontarsi sul ruolo delle denominazioni come motore di sviluppo economico, culturale e turistico dei territori.

«Un tema particolarmente sentito in una fase in cui il settore deve affrontare il calo dei consumi, i cambiamenti negli stili di vita e la crescente concorrenza internazionale – ribadisce la presidente nazionale Daniela MastroberardinoLe Donne del Vino ritengono che la ristorazione possa diventare il primo ambasciatore delle denominazioni italiane, valorizzando le produzioni regionali e contribuendo a raccontare l'identità dei territori attraverso il vino».

La proposta ha trovato attenzione da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Alessio Mammi. «Il turismo delle Dop e delle Igp è uno dei principali strumenti di sviluppo delle aree rurali e il vino rappresenta una vera infrastruttura territoriale – ha detto –. Per sostenere il settore servono nuove politiche europee e nazionali. Per questo abbiamo avanzato cinque proposte alla Commissione europea e riteniamo utile aprire una riflessione anche su strumenti innovativi di incentivo ai consumi di qualità, come un credito d'imposta per i ristoratori che mettono in carta i vini e i prodotti DOP del proprio territorio, capace di sostenere la filiera e promuovere il consumo consapevole».

Sul valore delle denominazioni si è soffermata anche Enza Bergantino, vice delegata Emilia-Romagna delle Donne del Vino. «Le denominazioni non sono soltanto strumenti di tutela produttiva, ma vere infrastrutture culturali che custodiscono storia, paesaggio, competenze e comunità», ha affermato, collegando il tema al recente riconoscimento UNESCO della Cucina italiana, considerato «una straordinaria opportunità per rafforzare l'attrattività dei territori e rendere ancora più evidente il legame tra vino, cultura e turismo». Secondo Bergantino, la narrazione gastronomica resta uno strumento decisivo per raccontare vini, prodotti, persone e tradizioni che definiscono l’identità di un territorio.

Ai lavori hanno portato il proprio saluto Barbara Lori, vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, e Lorenzo Lavagetto, vicesindaco e assessore alla Cultura, Turismo e Società Partecipate del Comune di Parma. È intervenuta inoltre, con un videomessaggio, la giornalista Maddalena Fossati, direttrice di La Cucina Italiana e tra le sostenitrici del percorso che ha portato al riconoscimento UNESCO della Cucina italiana.

Uno dei momenti più significativi della Convention è stato il ricordo di Pia Donata Berlucchi, past president dell’associazione, scomparsa lo scorso mese. Avrebbe dovuto intervenire a Parma per raccontare il caso Franciacorta. In apertura dei lavori, Daniela Mastroberardino ha letto la lettera con cui Berlucchi aderì all’associazione nel 1998: «Riterrò un onore — oltre che un prestigioso onere — rappresentare la Franciacorta nell'ambito di questa Associazione».

A raccoglierne idealmente il testimone è stata Francesca Fattore, Brand Ambassador di Freccianera Fratelli Berlucchi e Donna del Vino Lombardia, che ha ripercorso l’evoluzione di un territorio pressoché sconosciuto cinquant’anni fa e oggi riconosciuto a livello internazionale come simbolo di eccellenza. Un esempio, ha spiegato, di come una denominazione possa trasformarsi in una vera destinazione. Nel suo intervento, che ha intrecciato arte, letteratura e impresa, Fattore ha affrontato anche il tema della leadership femminile: «La leadership maschile coordina: dobbiamo arrivare dal punto A al punto B, facciamo così. La leadership femminile accompagna: come posso aiutarti? Una donna usa in media 16.000 parole al giorno, un uomo poco più di 8.000. Ma chi comunica bene è perché ascolta bene. E nel vino, che è racconto, questa è una competenza decisiva».

Spazio anche alle questioni normative. L’onorevole Stefano Vaccari, componente della XIII Commissione Agricoltura e della Commissione Ecomafie della Camera dei Deputati, ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dell’Italian Sounding. «L'Italian Sounding sottrae ogni anno circa 70 miliardi di euro all'export italiano e oltre 120 miliardi considerando l'intero fenomeno della contraffazione alimentare. Non è solo un danno economico, ma un'appropriazione della nostra identità», ha dichiarato.

Vaccari ha annunciato che la Commissione Ecomafie presenterà entro il 2026 la Relazione dedicata alle contraffazioni alimentari e al contrasto dell’Italian Sounding, con l’obiettivo di trasformare il tema in una priorità nazionale. Tra i dati citati, i 2.500 contenuti digitali contraffatti individuati recentemente dal Consorzio del Vino Chianti e il fenomeno delle organizzazioni criminali transnazionali che, dal 2017-2018, producono falsificazioni di vini di pregio. Tra gli strumenti indicati figurano una maggiore tracciabilità e il passaporto digitale del prodotto: «Se interpretato come strumento di trasparenza e fiducia verso il consumatore, può diventare una delle innovazioni più importanti per la tutela e la valorizzazione del Made in Italy».

La Convention è stata anche l’occasione per un percorso attraverso alcune delle eccellenze agroalimentari dell’Emilia-Romagna. A Modena le partecipanti hanno visitato la Cantina Settecani e preso parte alla masterclass sul Lambrusco “Spumeggiante Emilia: le bollicine che ti rubano il cuore”, condotta da Matteo Pessina, accompagnata da una degustazione di Parmigiano Reggiano DOP a cura del Consorzio. Nel centro storico, l’accoglienza dell’assessore Andrea Bortolamasi ha preceduto la visita all’Acetaia Comunale e l’approfondimento dedicato all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP guidato dal Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini, oltre alla scoperta dei siti UNESCO cittadini.

A Parma, dopo il convegno, il programma è proseguito con un itinerario nel Museo Diffuso del Gusto e con la cena di gala al Labirinto della Masone di Fontanellato, preceduta da un aperitivo con i vini delle Donne del Vino e dalla visita al complesso ideato da Franco Maria Ricci.

L’ultima giornata ha fatto tappa alla Latteria Santo Stefano di Basilicagoiano, dove le partecipanti hanno approfondito il processo produttivo del Parmigiano Reggiano, per poi trasferirsi a Reggio Emilia, ospiti delle Cantine Albinea Canali. Qui si sono svolte la visita al vigneto didattico e alla cantina, seguite dalla masterclass “Radici rare – vitigni autoctoni dell’Emilia-Romagna tra identità e biodiversità”, condotta da Antonella Pizzi e Annamaria Compiani.

A tracciare il bilancio dell’iniziativa è stata Paola Gorgatti, delegata regionale delle Donne del Vino dell’Emilia-Romagna: «Portare la Convention Nazionale in Emilia-Romagna è stato un atto d'amore per questo territorio. Vedere le Donne del Vino arrivate da ogni angolo d'Italia attraversare le nostre terre, conoscere i nostri produttori, sedersi alle nostre tavole, è stato un regalo immenso. Speriamo di avervi fatto innamorare di questa regione meravigliosa».

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