I vincitori della quarta edizione della St. Moritz Cocktail Week 2026
St. Moritz Cocktail Week 2026: vince il Don't Call Me Sbagliato di Mirco Giumelli. Tutti i premi della quarta edizione, dal podio al Campari Award.
PREMI E RICONOSCIMENTI - La quarta edizione della St. Moritz Cocktail Week ha i suoi vincitori. Il Closing Party & Awards di domenica 15 febbraio, che ha riunito oltre cento ospiti al Balthazar St. Moritz, ha proclamato il Don't Call Me Sbagliato di Mirco Giumelli, Chef de Bar di N/5 – The Bar del Hotel Grace La Margna St. Moritz, come Miglior Cocktail dell'edizione. Lo stesso cocktail si è aggiudicato anche il Campari Award, assegnato per la prima volta a St. Moritz, mentre il Premio della Critica è andato, per la prima volta nella storia della competizione, a un cocktail analcolico.
Il signature vincitore è un omaggio al Milano-Torino, classico della miscelazione amaricante reinterpretato in chiave divertente e innovativa. La ricetta combina Campari infuso ai pomodori secchi, Quaglia Vermouth Bèrto Superiore infuso alle foglie di basilico fresco e Laurent-Perrier Champagne, servito a parte. A completare il cocktail, alcune gocce di olio extravergine di oliva sul ghiaccio, posizionato in tre cavità di profondità differente, che donano rotondità e un profumo avvolgente al drink.
«Sono davvero felice dei risultati di questa edizione: la miscelazione in Engadina cresce di anno in anno, sia in termini di qualità sia per l'attenzione verso il pubblico. Il podio è composto dai migliori barman, distanziati l'uno dall'altro di pochi punti. È un orgoglio vedere come, anno dopo anno, la competizione della St. Moritz Cocktail Week continui a crescere in qualità, conoscenza e cura dei dettagli», racconta Annalisa Testa, founder delle Cocktail Week del Lago di Como, di St. Moritz e di Taormina.
Il secondo posto è andato ad Andrea Paci, Bar manager di Kulm Country Club, con The Choice — distanziato di un solo punto dal vincitore. Il cocktail è composto da Vermouth Quaglia Bèrto Bianco Superiore, Sherry Lustau Fino Solera, pomodoro chiarificato e un distillato home made di muschio. Oltre alla bottiglia di Mumm Cordon Rouge Champagne, Paci si è aggiudicato una visita esclusiva all'Antica Distilleria Quaglia per scoprire i segreti del Vermouth piemontese.
Il terzo gradino del podio ha richiesto un'aggiunta straordinaria: due cocktail hanno chiuso a pari merito. Il Piano Bar dell'Hotel Schweizerhof ha presentato The Ritual di Sam Ahmed El Sayed, drink dalla complessità unica che unisce Gin 44°N, datteri, cacao, fiori di loto, mirra e sandalo, con un cordiale di aloe e pompelmo, Campari fat-washed al burro e Italicus Rosolio di Bergamotto. A pari merito, la new entry di questa edizione — Chesa Marchetta — con il Frau Godly del Bar manager Alessandro Morelli, preparato con Tanqueray No. TEN, Italicus Rosolio di Bergamotto, Vermouth Quaglia Bèrto Rosso Superiore, un cordiale di erbe e noci dell'Engadina, assenzio e olio d'oliva.
Il Campari Award, giudicato da Tommaso Cecca, Global Head of Camparino Licensing & Mixology, è stato assegnato in occasione della Cocktail Competition tenutasi al Vic's, bar del Reine Victoria Hotel, la mattina di venerdì 13 febbraio. Il riconoscimento ha celebrato ancora una volta il Don't Call Me Sbagliato come perfetto cocktail per il rito dell'aperitivo all'italiana, tema guida di questa edizione. Giumelli ha ricevuto un magnum di Campari e un invito a un aperitivo esclusivo presso il Camparino in Galleria a Milano.
Per la prima volta nella storia della competizione, il Premio della Critica è andato a un cocktail alcol-free. L'autore è Thomas Incondi, barman del Belmont Café, con il suo Jomfru — che in norvegese significa "vergine" — realizzato con Tanqueray 0.0%, Ramazzotti Arancia 0.0%, cordiale di lime e rosmarino e Blå Copenhagen Sparkling Tea. I cocktail vincitori di questa edizione riappariranno in carta per tutto l'anno, accompagnati dal logo della St. Moritz Cocktail Week come simbolo di eccellenza.
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