Il problema della carenza di personale nei ristoranti del Regno Unito e l'impatto della Brexit

1,3 milioni di lavoratori stranieri hanno lasciato il Regno Unito nel 2020. L'ospitalità britannica ha un grosso problema da affrontare.

28 Giu 2021 - 22:38
Il problema della carenza di personale nei ristoranti del Regno Unito e l'impatto della Brexit
Il Pied à Terre di Londra, ristorante con una stella Michelin, ha annunciato che chiuderà a pranzo a causa di una grave carenza di personale. David Moore, fondatore del locale, ha detto che la chiusura è mirata a preservare la forza lavoro rimasta, che non potrebbe affrontare dei turni così sfiancanti.
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David Moore, titolare del Pied à Terre di Londra
Il problema della carenza della forza lavoro nei ristoranti del Regno Unito si fa sentire, come in Italia, in parte derivata dalle lunghe chiusure dell'Horeca a causa dei lockdown, durante le quali la forza lavoro ha dovuto reinventarsi in altri settori non bloccati dalla pandemia pur di continuare a lavorare. Ma c'è di più. Nell'ospitalità del Regno Unito i dipendenti Horeca sono stati fino ad ora soprattutto stranieri, e il Pied à Terre di David Moore non era un eccezione: su 30 dipendenti, solo 3 erano britannici. Attualmente il ristorante stellato di David Moore conta appena 12 dipendenti. width= Con lo scoppio della pandemia e la chiusura dei locali, tantissimi ragazzi sono tornati nei loro Paesi d'origine e non hanno fatto più ritorno in UK con le riaperture, complice la Brexit e tutte le difficoltà che sta creando nella circolazione di cittadini europei nel Regno Unito. Secondo il recente report di UK Hospitality, associazione di categoria nel Regno Unito, sono 1,3 milioni i lavoratori stranieri che hanno lasciato il Regno Unito nel 2020 e non è chiaro se torneranno. La Brexit avrebbe dunque posto un problema a lungo termine, esploso definitivamente con la pandemia, che rende quasi impossibile per gli chef europei essere assunti in UK. width= Molti ristoratori britannici stanno chiedendo al Governo di concedere ai lavoratori europei un visto da 18 mesi a due anni per poter lavorare nel settore ospitalità del Regno Unito, ma le resistenze incontrate non sono poche, perché alcune forze del Governo premono affinché si riduca la forza lavoro estera e si impieghino molte più risorse per coinvolgere i giovani locali nel settore. Il problema resta dunque a uno stallo, almeno per ora.
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