Lo chef Andrea Impero firma il gran finale di Umbria 100% a Umbria Jazz 2026

Andrea Impero, chef di Elementi Fine Dining, chiude Umbria 100% a Umbria Jazz 2026 con un menu che unisce tradizione umbra e cucina internazionale

14 Lug 2026 - 15:16
Lo chef Andrea Impero firma il gran finale di Umbria 100% a Umbria Jazz 2026

PROTAGONISTI - Si è chiusa a Umbria Jazz 2026 la rassegna "Umbria 100% – La Qualità che si Sente. Interpreti d'Eccellenza", promossa da Confcooperative Umbria, con una cena firmata da Andrea Impero, executive chef di Elementi Fine Dining, il ristorante una stella Michelin del Borgobrufa Spa Resort. Le serate del progetto sono state organizzate e moderate dal critico gastronomico Luigi Cremona e dalla giornalista Lorenza Vitali.

Affidare a Impero l'ultimo appuntamento significa mettere in luce una delle interpretazioni più interessanti della cucina umbra contemporanea, capace di partire dal territorio per poi superarne i confini: nel menu pensato per l'occasione, ingredienti come la Chianina IGP, il tartufo nero, il Caciottone IGP di Norcia e il caprino di Colforcella si intrecciano con tecniche francesi, riferimenti mediterranei e suggestioni più lontane, senza che la materia prima perda la propria identità.

Il percorso si è aperto con "Sottobosco", un crudo di Chianina IGP accompagnato da conserve di bosco e tartufo nero: un piatto che racchiude uno dei tratti distintivi del lavoro di Impero, ovvero la capacità di prolungare il racconto delle stagioni attraverso la conservazione. Per lo chef, conservare non è solo un modo per rendere disponibile un ingrediente oltre il suo periodo di raccolta, ma un gesto di cura che protegge il momento di massima espressione di un prodotto insieme al patrimonio di biodiversità e conoscenze che lo accompagna. Fermentazioni, conserve, essiccazioni e maturazioni diventano così strumenti tanto di memoria quanto di evoluzione in cucina.

È seguito "Sopra la panca, Capra e Cavoli", piatto in cui gnocchi di cavolo lavorati alla parigina incontrano il caprino di Colforcella, il Caciottone di Norcia e il limone: un esempio di come una tecnica di tradizione francese possa essere applicata a ingredienti profondamente legati al territorio umbro, dando vita a un linguaggio contemporaneo di respiro internazionale.

Il menu si è concluso con "Tropical Jazz", dessert pensato come omaggio a uno degli eventi che hanno reso l'Umbria nota a livello internazionale: un biscotto al cocco con cioccolato di Marco Colzani, abbinato a frutti tropicali in osmosi con le spezie. È la parte più esplicitamente esotica della proposta, pensata come richiamo al dialogo che la musica instaura con culture e suggestioni lontane.

Nel complesso, il menu di Impero ha raccontato un'Umbria gastronomica che riconosce nei propri prodotti la base per confrontarsi con linguaggi diversi, senza rinunciare alla propria riconoscibilità. È lo stesso principio che ha guidato la chiusura di Umbria 100%: le eccellenze del territorio, secondo il progetto, non vanno lette solo in chiave tradizionale ma possono diventare il vocabolario di una cucina attuale, aperta alle contaminazioni pur restando ancorata alle proprie radici. Con questo appuntamento la rassegna ha chiuso il proprio percorso, che ha attraversato una cucina capace di custodire il passato mentre guarda ai linguaggi del presente.

Compila il mio modulo online.