Oro Bistrot, la nuova drink list reinterpreta i grandi classici

Daniele Zandri presenta "Back to the Bar" all'Oro Bistrot di Roma: otto signature cocktail ispirati ai classici dimenticati, più quattro analcolici.

25 Febbraio 2026 - 12:59
Oro Bistrot, la nuova drink list reinterpreta i grandi classici

BAR & WINE - Oro Bistrot ridefinisce la propria identità di cocktail bar con "Back to the Bar", la nuova drink list firmata dal bar manager Daniele Zandri: otto signature cocktail ispirati a ricette storiche tra fine Ottocento e metà Novecento, affiancati da quattro proposte analcoliche, tutti costruiti sulla rilettura critica dei classici dimenticati del bartending. Il progetto prende forma sulla terrazza dell'NH Collection Fori Imperiali a Roma, a sei piani di altezza con vista sui Fori, l'Altare della Patria e la cupola di San Pietro, dove Oro Bistrot — già noto per la cucina dello chef Natale Giunta — rafforza la componente miscelazione come ragione autonoma di visita.

Zandri, arrivato nel 2023 con un percorso maturato nell'hôtellerie di lusso e nell'alta gamma, ha costruito la lista attraverso una ricerca storica approfondita: ogni ricetta è stata assaggiata prima in versione originale, poi analizzata con il team per comprenderne struttura e margini di evoluzione. L'intervento contemporaneo si traduce in alleggerimento del tenore alcolico, infusioni, chiarificazioni e nuove texture, mantenendo intatto il legame con il drink d'origine.

Tra i cocktail più rappresentativi c'è il Brewery N.1, evoluzione del Tipperary N.1 a base di Irish whiskey, che omaggia l'Irlanda anche attraverso la birra cambiando struttura e bevibilità. Lo Stingless reinterpreta il classico Stinger — cognac e crème de menthe — rendendolo più morbido con un'infusione di menta e dragoncello e una chiarificazione allo yogurt ai mirtilli. Il Flaco parte dal ruvido Batanga messicano, tradizionalmente miscelato con un coltello, per arrivare a una versione più elegante, accompagnata da un dettaglio scenografico commestibile che racconta la storia del bartender che rese celebre l'originale. Il Tenshi no Kao ("volto d'angelo") è invece una reinterpretazione in chiave giapponese dell'Angel Face, cocktail raramente sottoposto a twist, diventato uno dei drink più apprezzati della lista.

L'estetica è parte integrante del progetto: bicchieri dalle linee leggere, attenzione ai colori e decorazioni mai invasive costruiscono un'esperienza visiva coerente con il contesto. Anche i nomi seguono un filo narrativo — tra traduzioni, contrasti e rimandi ironici — pensati per aiutare il personale di sala a trasformare il servizio in racconto.

Sul fronte analcolico, quattro drink senza alcol applicano lo stesso metodo creativo degli signature, lavorando su tè, radici ed estrazioni botaniche per garantire complessità aromatica e dignità tecnica. La filosofia alla base dell'intera lista guarda a strutture più leggere e armoniose rispetto agli originali, molti dei quali nascevano come after dinner potenti, ripensati oggi per accompagnare l'intera serata.

Sulla terrazza dei Fori Imperiali, il cocktail bar di Oro Bistrot diventa così una destinazione nella destinazione: dove la storia della miscelazione incontra la sensibilità contemporanea e si trasforma, sorso dopo sorso, in racconto liquido.

Leggi la notizia anche su MixologyItalia.com

Compila il mio modulo online.