Valle di Cembra, nasce una regia condivisa: produttori uniti per rafforzare il sistema vino
In Valle di Cembra quasi tutte le cantine entrano in un nuovo assetto comune: il Comitato Mostra Valle di Cembra evolve in cabina di regia
ENTI E CONSORZI - In Valle di Cembra il vino entra in una nuova fase, non più soltanto espressione produttiva o elemento identitario, ma leva strategica attorno a cui costruire una visione condivisa e una regia più strutturata del territorio.
Al centro di questo passaggio il Comitato Mostra Valle di Cembra, che amplia il proprio raggio d’azione segnando un cambio di passo: da organismo legato alla storica rassegna dedicata al Müller Thurgau a struttura con una funzione più ampia, orientata a costruire una regia condivisa a sostegno del comparto vitivinicolo e della promozione territoriale.
Il percorso prende forma al termine di un lavoro triennale promosso dall’Associazione Turistica Val di Cembra, nato con l’obiettivo di favorire dialogo, confronto e collaborazione tra gli operatori locali. Oggi questo processo si traduce in un gruppo composto da 29 membri che riunisce la quasi totalità delle cantine e delle distillerie della valle, affiancate da istituzioni e da una rete operativa costruita nel tempo.
È qui che si colloca il vero cambio di passo. Il Comitato supera il perimetro della singola manifestazione e si configura come una cabina di regia più ampia, chiamata non solo a coordinare eventi – da Baiti en festa a Caneve en festa fino a DoloViniMiti – ma anche a lavorare sulle direttrici strategiche del territorio: identità, posizionamento, mercati di riferimento, comunicazione e qualità dell’accoglienza.

Alla guida del gruppo c’è Nicola Zanotelli (Zanotelli Wines), affiancato dal vicepresidente Mattia Clementi (Man Spumanti). Nel direttivo entrano Ezio Dallagiacoma (Cembra Cantina di Montagna), Mario Esposito (Corvée), Federico Paolazzi (Pietra di Confine), Martino Paolazzi (Distilleria Paolazzi), Sabina Pellegrini (Villa Corniole), Lorena Serafini (Tenuta Novei) e Simone Tiefenthaler (Cantina Tiefenthaler), insieme a Vera Rossi per l’Associazione Turistica Val di Cembra e Michael Nicolodi per il Comune di Cembra.
“Non è così scontato che tutti i produttori di una zona si riuniscano intorno a un tavolo per mettere a fattor comune idee, visioni e ambizioni”, sottolinea Zanotelli. “Siamo però consapevoli che questo approccio possa fare la differenza in questa fase. L’obiettivo è raccontare il territorio a partire dal vino, trasferendo nel calice ciò che questa valle rappresenta”.
Il senso dell’operazione è proprio quello di passare da una dimensione frammentata a una regia condivisa, capace di dare continuità e struttura a un patrimonio già ricco di identità e qualità produttiva. In questo quadro, il lavoro riguarda l’individuazione dei vini più rappresentativi, la definizione dei mercati di riferimento, le scelte di comunicazione e le opzioni enologiche legate a stile e identità, fino alla capacità di accoglienza in azienda.
Il progetto si inserisce in un contesto che presenta già elementi solidi: una viticoltura di montagna riconoscibile, una crescente presenza di cantine guidate da giovani e una cultura dell’accoglienza diffusa, che rappresenta uno dei punti di forza della valle.
“Il vino è il driver principale della promozione turistica, ma non il fine”, evidenzia Vera Rossi, presidente dell’Associazione Turistica Val di Cembra. “È lo strumento attraverso cui raccontare un sistema più ampio che comprende ospitalità, ristorazione, outdoor e tradizioni, in sinergia con la Val di Fiemme”.
Tra le priorità individuate c’è il rafforzamento dell’identità territoriale, anche attraverso una zonazione più precisa sviluppata con la Fondazione Mach, e la possibilità di individuare un vino simbolo capace di esprimere in modo riconoscibile la valle sui mercati. Accanto a questo, la valorizzazione delle baite rurali immerse nei vigneti come forma di ricettività distintiva e il rafforzamento del coordinamento tra le manifestazioni enologiche, con DoloViniMiti – il festival dei vini verticali – che può rappresentare un asset strategico per il posizionamento della valle.
Resta infine il tema del potenziamento dell’offerta ristorativa e dei servizi legati alla fruizione del territorio, considerati passaggi necessari per rendere più completa e coerente l’esperienza complessiva.
Più che un semplice rinnovo, quello avviato in Valle di Cembra è quindi un riassetto che punta a dare una forma più matura al rapporto tra vino e territorio, nella consapevolezza che oggi la valorizzazione del comparto richiede strumenti condivisi, una visione comune e una regia capace di accompagnarne lo sviluppo nel tempo.
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