World’s 50 Best Bars 2026, Milano capitale mondiale della mixology
Sarà Milano a ospitare quest’anno la cerimonia di premiazione dei prestigiosi World’s 50 Best Bars: la Madonnina al centro della mixology mondiale.
BAR & WINE - Sarà Milano a ospitare, all’inizio di ottobre, la serata di gala che proclamerà i World's 50 Best Bars 2026, il riconoscimento più prestigioso e ambìto nella bar industry a livello mondiale. La conferma ufficiale è arrivata questa mattina dall’organizzazione londinese del premio.
Si tratta di una consacrazione importante, nel mondo della mixology, per Milano e l'Italia intera: ospitare la cerimonia finale dei World's 50 Best Bars non è solo una questione di scelta di un palcoscenico, è il riconoscimento del ruolo che la città e il Paese ricoprono nell'industria mondiale di settore. Considerando tutte le 100 posizioni dell’attuale graduatoria, l'Italia è rappresentata da otto locali, fra i quali Milano primeggia non tanto per numero (due, contro i tre romani), quanto per posizionamento.
Segnali di un trend in ascesa
Certo, non si tratta nemmeno di cifre da record, città come Barcellona, Londra o New York fanno meglio, ma il trend conduce verso il capoluogo lombardo: se quelle citate hanno già conquistato (in più di un’occasione) il vertice della classifica in passato, Milano è oggi in piena ascesa grazie in primis al Moebius, nuova entrata due anni fa e vero fenomeno dell'edizione 2025, quando ha scalato ben 31 posizioni conquistando l’Highest Climber Award e posizionandosi al settimo posto. E tutto lascia intendere che le ambizioni del patron Lorenzo Querci e soci puntino ancora più in alto: qualche indicazione in merito potremmo averla già il prossimo 30 giugno ad Amsterdam, in occasione della premiazione degli Europe’s 50 Best Bars, neonata sezione continentale dei premi internazionali.
A completare il quadro dei milanesi in classifica è il 1930 (43mo), presenza costante ormai da diversi anni grazie all'esperienza e alla genialità di un imprenditore del calibro di Flavio Angiolillo. Il livello medio dei cocktail bar in città è fuori discussione, sia per qualità che per innovazione, e conversando con gestori e proprietari è chiaro che alcuni stanno investendo non poco con l'obiettivo (anche) di conquistare un posto nella lista dei Best mondiali: chissà che qualcuno non possa vedere il suo sogno realizzarsi proprio in occasione della cerimonia milanese. Che, va sottolineato, attrarrà in città e nei suoi locali bartender di fama internazionale, ambassador e rappresentanti di aziende fra eventi, guest shift e appuntamenti di ogni genere, trasformandola nella capitale mondiale della mixology: un bel business anche per i “fuori classifica”.

Non solo moda e design
Sulla scelta della location, peraltro, potrebbe avere certamente influito anche l'hype conquistato da Milano da oltre dieci anni a questa parte, da quell’Expo che ne ha rilanciato l'immagine e l'attrattività ben al di là dei tradizionali settori della moda e del design, grazie anche a una struttura organizzativa, a una rete di trasporti e a un sistema dell’ospitalità di livello internazionale. Non sarà stato forse un caso se, proprio dal palco della cerimonia dei World’s 50 Best Bars dello scorso anno a Hong Kong, quella della Madonnina è stata definita “one of the most glamorous cities in the world”.
“Milano - ha detto oggi Rikki Tidball, direttore generale per gli eventi di The World’s 50 Best Bars - è lo sfondo perfetto per The World’s 50 Best Bars 2026, una città nota per la sua ricca tradizione di cocktail e la vivace presenza di locali. Ricettacolo di alcuni dei talenti più celebrati e innovativi del settore, rappresenta la sede ideale per riunire la comunità dei bar internazionale e rendere omaggio alla creatività, all’eccellenza e ai risultati dei bar e dei bartender migliori a livello globale, suscitando la curiosità degli appassionati di cocktail di tutto il mondo”.
I World’s 50 Best Bars, lo ricordiamo, hanno esordito nel 2009 a Londra, città che per molti anni ne ha ospitato la cerimonia di premiazione. Dal 2022 l'evento è diventato itinerante, seguendo di anno in anno proprio le rotte delle tendenze in fatto di mixology: Barcellona, Singapore, Madrid, fino a Hong Kong nel 2025. Ora il momento di Milano: un segnale importante, ma anche un’occasione che tutto il comparto dovrà saper cavalcare al meglio.
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