Cucina Decanto: Vincenzo Mignuolo è il nuovo chef del ristorante di Vinea Relais
Vincenzo Mignuolo è il nuovo chef di Cucina Decanto a Dogliani: cucina di territorio, prodotti delle Langhe e stella Michelin nel suo percorso.
RISTORANTI - Cambio ai fornelli per Cucina Decanto, il ristorante di Vinea Relais a Dogliani, nel cuore delle Langhe piemontesi: la guida della cucina passa a Vincenzo Mignuolo, chef originario di Benevento con un percorso professionale costruito tra Italia ed estero. Prima di approdare in Piemonte, Mignuolo ha lavorato nelle cucine di Lussemburgo, Ginevra, Malta, Parigi, Londra e Hong Kong, accumulando un'esperienza internazionale che include il periodo trascorso al ristorante La Bottega di Ginevra, dove ha contribuito al conseguimento della stella Michelin.
Quell'esperienza si traduce oggi in una cucina equilibrata e concreta, capace di confrontarsi con il territorio delle Langhe senza perdere uno sguardo contemporaneo. Il nuovo percorso gastronomico firmato Mignuolo parte infatti dal patrimonio culinario locale per svilupparsi in una proposta personale, basata sul rispetto della materia prima, sulla stagionalità e su una tecnica che non è mai fine a se stessa.
Nel menù restano centrali i grandi classici piemontesi, dai ravioli del plin fatti a mano al vitello tonnato, accanto a piatti in cui emerge più chiaramente la cifra stilistica dello chef, fatta di abbinamenti misurati e ricerca costante dell'equilibrio. È il caso dell'anatra, ingrediente che Mignuolo tratta con particolare cura attraverso tecniche di cottura precise, pensate per valorizzarne gusto e consistenza.

Il legame con i produttori del territorio resta uno dei tratti distintivi della proposta: dalla zucca di Piozzo alla Fassona Madama Bianca, fino ai formaggi delle Langhe e dell'Alta Langa, gli ingredienti arrivano da una filiera corta costruita su rapporti consolidati con le aziende locali.
Il ristorante si inserisce all'interno di Vinea Relais, struttura che interpreta l'ospitalità con misura e coerenza, puntando sui dettagli e su un equilibrio ricercato tra cucina e accoglienza. L'atmosfera è curata ma non formale, e lo stesso approccio guida il servizio, attento e preciso ma capace di restare informale, discreto nell'accompagnare l'ospite lungo l'esperienza. Anche piccoli gesti concorrono a definire l'identità del luogo: le cassette di legno del vino, riutilizzate per accogliere le borse degli ospiti, sono un esempio di come la cultura dell'ospitalità si manifesti anche nei dettagli minori.
A completare l'esperienza è la carta dei vini, che valorizza le grandi denominazioni delle Langhe aprendosi anche a etichette selezionate dal resto d'Italia e dalla Francia, con l'obiettivo di offrire agli ospiti una lettura più ampia del panorama enologico, in dialogo costante con la proposta di cucina.








