Dall'oriente nei cocktail alle chiusure dei pub inglesi: le news dal mondo

I distillati orientali alla conquista della mixology europea; vodka Grey Goose sponsor di 'Il Diavolo Veste Prada 2'; record di fallimenti tra bar e pub in UK.

24 Marzo 2026 - 15:27
Dall'oriente nei cocktail alle chiusure dei pub inglesi: le news dal mondo

BAR & WINE - In calo nei paesi d’ ex origine, lo shochu giapponese e il baijiu cinese trovano riscatto nella mixology occidentale. La vodka Grey Goose sempre più fashion con una campagna legata al film “Il diavolo veste Prada 2”. Si aggrava la crisi dell’industria dell'ospitalità britannica, fallimenti raddoppiati in cinque anni. Le notizie sul mondo di drink e cocktail bar dai media internazionali.

Shochu e baijiu pronti a invadere l'Occidente

Shochu e baijiu, le tradizionali bevande nazionali di Giappone e Cina, vivono un momento delicato nei rispettivi mercati interni, dove consumi e interesse delle nuove generazioni sono in calo. Così, nota Drinks International, i produttori cercano nuove opportunità all’estero. Lo shochu, che in Giappone ha visto calare le vendite del 25% dal 2007, si riscatta nei bar occidentali più creativi: locali come Waltz a Londra lo reinterpretano in chiave mixology, valorizzandone la grande ricchezza di varianti – dai cereali alle patate, fino ai pomodori – che offrono profili aromatici unici. Resta comunque il problema della scarsa disponibilità e distribuzione fuori del Paese d'origine.

Il baijiu, pur essendo il distillato più consumato al mondo, sconta in Cina l’immagine di prodotto “da vecchi” o da formali cene aziendali. Anche in questo caso, però, alcuni pionieri stanno iniziando a modificare questa percezione partendo dalla mixology: è il caso dello svizzero Bastien Ciocca, co-fondatore a Guangzhou di Hope & Sesame e, più recentemente, del Sanyou, bar che utilizza solo ingredienti cinesi con particolare focus proprio sul baijiu. “Se alcuni brand di baijiu iniziassero a lavorare con i bar all'estero, come fa Diageo coinvolgendo i locali nelle campagne con i suoi brand diversi in svariati paesi, questo distillato potrebbe crescere molto rapidamente fuori dalla Cina”, spiega Ciocca.

Grey Goose veste Prada

Grey Goose lancia una campagna globale legata all’uscita del film “Il diavolo veste Prada 2”, nelle sale dal 1° maggio. L’attivazione, si legge su Beverage Daily, include contenuti originali, packaging in edizione limitata, cocktail dedicati e pop‑up, posizionando la vodka come punto d’incontro tra moda, cinema e mixology premium, sulla scia della tradizionale presenza del brand nel mondo della moda e nelle principali fashion week.

Il cuore della campagna, firmata BBH Usa e con protagonista Heidi Klum, è The Devil’s Roast, una versione couture del cocktail Espresso Martini con Grey Goose e chicchi di caffè dorati. Il piano prevede l'inclusione del cocktail nei menù di bar e ristoranti di lusso a Londra, eventi dedicati e iniziative in sala. In Canada la campagna sarà sostenuta da media ad alto impatto con contenuti ispirati al film.

Il tracollo di pub e bar nel Regno Unito, fallimenti record

Nel 2025, 789 fra pub e bar in Inghilterra, Scozia e Galles sono diventati insolventi, più del doppio rispetto ai 367 del 2020 e in aumento del 2,6% rispetto al 2024. Sono i numeri di un’analisi di UHY Hacker Young, pubblicati da The Spirits Business, che fotografano la crisi sempre più drammatica dell'industria dell'ospitalità britannica, un tempo fra i punti di riferimento a livello mondiale e oggi alle prese con i devastanti effetti combinati di Brexit e post-Covid.

La situazione più critica è in Scozia, dove i fallimenti dell’on‑trade sono cresciuti del 33%, pari a 53 casi. In Inghilterra e Galles l’aumento è stato più contenuto (+0,96%). Tra le chiusure più rilevanti del 2025 figurano la catena Sixes e il gruppo di pub Oakman Inns. Il 2026 è iniziato con ulteriori difficoltà, segnate dal collasso di The Revel Collective e BrewDog. Secondo UHY, il settore sta “combattendo su più fronti”: costi energetici in crescita, incertezze geopolitiche e un sostegno governativo ritenuto insufficiente, nonostante il previsto sconto del 15% sulle imposte da aprile, oltre all'aumento dei costi del lavoro. Una pressione strutturale che, salvo inversioni, potrebbe portare a nuove chiusure in massa.

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