Fadiga: il tempio della cucina bolognese a Londra
A Soho un ristorante nato in pandemia porta a Londra la vera cucina bolognese: sfoglia fresca, tradizione e il plauso della critica britannica.
RISTORANTI - Fadiga, nel cuore di Soho a Londra, è uno dei più autentici ambasciatori della tradizione gastronomica bolognese nella capitale britannica: un progetto nato durante la pandemia per volontà di Enrico Fogli, che ha scelto di non proporre una generica cucina italiana ma di raccontare una sola città attraverso le sue ricette più rappresentative — dalle tagliatelle tirate a mano ogni giorno ai tortellini, dalla gramigna con la salsiccia alle lasagne verdi, fino al ragù eseguito nel pieno rispetto della ricetta storica.

La storia di Fadiga Ristorante Bolognese comincia in uno dei momenti più complessi della storia contemporanea. Mentre il mondo si fermava a causa del Covid-19, Fogli decise di investire in un progetto che molti avrebbero considerato impossibile. Il locale destinato a diventare Fadiga era, fino a quel momento, un piccolo negozio di manicure. In piena emergenza sanitaria, reperire imprese edili, artigiani e tecnici qualificati era estremamente difficile: così gran parte della trasformazione fu realizzata direttamente dal fondatore e dal suo team, che affrontarono personalmente i lavori, ridisegnando gli spazi, costruendo una cucina professionale e ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie.
La scelta identitaria è il vero tratto distintivo del progetto. Aprire un ristorante italiano a Londra non rappresenta una novità: la capitale britannica ospita centinaia di insegne dedicate alla nostra gastronomia. Fadiga ha imboccato una strada diversa, raccontando esclusivamente Bologna. Ogni preparazione nasce da una ricerca rigorosa della materia prima, privilegiando ingredienti italiani certificati e prodotti DOP, con particolare attenzione alla sfoglia fresca, autentico simbolo della cultura emiliana.

La filosofia del ristorante affonda le radici in due figure fondamentali della gastronomia italiana. La prima è Pellegrino Artusi, autore de La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, opera che ha contribuito a tramandare il patrimonio delle cucine regionali. La seconda è Igles Corelli, chef che ha dimostrato come innovazione e tradizione possano convivere senza entrare in conflitto. La sua lezione è semplice e profonda: solo chi conosce davvero una ricetta può valorizzarla senza snaturarla. Non reinterpretare Bologna, dunque, ma eseguirla con precisione, rispetto e coerenza.
Il riconoscimento arrivò nel 2021, con una visita anonima destinata a lasciare il segno. Tra i clienti sedeva Jay Rayner, uno dei più autorevoli critici gastronomici del Regno Unito. Pochi giorni dopo, sulle pagine del The Guardian, comparve una recensione estremamente positiva, nella quale definì Fadiga «a wonderful place to let your hair down in Soho» (un luogo meraviglioso dove lasciarsi andare a Soho, NdR). Anche la stampa italiana si interessò alla vicenda: Enrico Franceschini, storico corrispondente londinese di la Repubblica, ne raccontò il percorso.


Negli anni successivi il lavoro non si è fermato: ricette perfezionate, rete di fornitori italiani ampliata, selezione delle materie prime migliorata, investimenti nella formazione della brigata. Una crescita silenziosa, lontana dagli eccessi della comunicazione. Oggi Fadiga guarda a una nuova fase, con un orizzonte chiaro: diventare uno dei principali punti di riferimento della cucina regionale italiana nel Regno Unito. Perché portare Bologna a Londra significa custodire una memoria culinaria e offrirla, ogni giorno, a una città che continua ad avere fame di autenticità.
Contributo di Stefano Dalla Valentina, critico e chef enogastronomo.






