Global mixology: dai brand più forti al mondo, all'angolo d'Italia a Shanghai
Il brand di alcolici più forte del mondo è cinese; Bar Leone di Hong Kong raddoppia a Shanghai; torna di moda il Lillet, anche nella mixology. News dal mondo.
BAR & WINE - Il marchio di alcolici più forte del mondo è un produttore di baijiu pressoché sconosciuto da noi, ma la brutta notizia è che il valore complessivo dei 20 top brand è in netto calo. Dopo Hong Kong, l’italiano Lorenzo Antinori apre a Shanghai la seconda sede del suo Bar Leone, numero uno fra i 50 Best Bars mondiali. Torna di moda (anche nella mixology) il Lillet, vino aromatico francese protagonista della prima golden age dei cocktail. Le notizie su bere miscelato e distillati dai media di tutto il mondo.
È cinese il migliore brand di alcolici al mondo
Il marchio di alcolici più forte al mondo? Forse non lo hai mai sentito nominare: si tratta di Moutai, uno dei principali produttori di baijiu, il distillato nazionale cinese che può contare su milioni di estimatori in patria, ma è ancora pressoché sconosciuto fuori dalla Cina. Moutai – si legge su Beverage Daily - è in testa al ranking dei Top 20 Alcohol Brands 2026, pubblicato ogni anno da Kantar BrandZ sulla base della forza, della longevità e del peso dei grandi gruppi che sostengono i marchi analizzati. Ma il dato più rilevante che emerge quest'anno è negativo: il valore complessivo dei 20 top brand è calato del 7% rispetto al 2025, segnale delle difficoltà che il settore sta affrontando.
Il consumo di alcol è in calo nei principali mercati, soprattutto in Nord America ed Europa: questo non significa la fine della crescita per i brand, ma indica che la classifica dei prossimi anni sarà inevitabilmente diversa. A emergere, nota Kantar, sono i marchi che intercettano il trend del “bere meno, ma bere meglio”: premiumizzazione, qualità percepita, esperienze più curate. Allo stesso tempo cresce la domanda di prodotti rinfrescanti, semplici, adatti a momenti informali. Per la cronaca, nessuna delle 20 posizioni è occupata da brand italiani; sul secondo e terzo gradino del podio vi sono i noti marchi di birra Corona e Budweiser.
Bar Leone, il n° 1 al mondo raddoppia a Shanghai
Annunciato lo scorso anno, Bar Leone di Hong Kong, attuale numero uno nella classifica del World’s 50 Best Bars, ha aperto il suo secondo locale a Shanghai. Il titolare Lorenzo Antinori, bartender romano trapiantato in Cina, racconta a Drinks International che la scelta della città nasce dal suo carattere internazionale, dall’alto livello della scena bar e dai legami culturali con la stessa Hong Kong. Le differenze tra le due città – come l’abitudine a stare in piedi nei bar, comune a Hong Kong ma non a Shanghai – hanno richiesto qualche adattamento, ma il pubblico locale ha accolto con curiosità il progetto.
Il nuovo Bar Leone, su due piani, è grande circa il doppio dell’originale e caratterizzato da un grande bancone a ferro di cavallo al piano inferiore, ma atmosfere e decori da bar italiano anni ‘70 sono quasi identici. L’obiettivo non è differenziare, ma preservare un’identità coerente: l’offerta è per il 90% la stessa, con classici “di casa” come Yuzu Negroni, Olive Oil Sour e Filthy Martini, affiancati da pochi signature esclusivi per ciascuna sede. Semmai, Shanghai funge da banco di prova per ottimizzare ciò che non aveva funzionato al meglio a Hong Kong, dall’illuminazione alla gestione dei social. Ma le scelte di base, spiega Antinori, sono pragmatiche: dare al pubblico ciò che desidera, garantendo qualità e replicabilità.
Il ritorno del Lillet
L'estate 2026 sarà anche all'insegna della riscoperta del Lillet, storico vino aromatizzato francese nato nel 1872. Molto in voga, anche nella mixology, fino agli anni ‘50 del secolo scorso, era stato poi quasi dimenticato, perlomeno al di fuori della Francia. Ma negli ultimi anni, come riporta il Guardian, le vendite sono aumentate esponenzialmente: da 70mila casse nel 2008 a 1,3 milioni nel 2024. Più leggero e floreale dei vermouth, è composto per l’85% da vino e per il 15% da liquori di agrumi. Le varianti sono blanc, rouge e soprattutto rosé, la più pop e utilizzata nella preparazione di Spritz.
Il merito del rilancio è di Pernod Ricard, che ha investito in restyling del marchio, RTD, una versione zero alcol e product placement nella serie tv “Emily in Paris”. La moda degli Spritz ha fatto il resto: pub e ristoranti lo propongono come alternativa più fresca e “francese” ad Aperol e Hugo, ma anche al limoncello. E si diffonde come ingrediente per twist di cocktail, dal Rosé Negroni al French Blonde (gin, Lillet blanc, pompelmo, liquore ai fiori di sambuco e bitter al limone), famoso per essere il drink preferito di Taylor Swift. Naturalmente, il marketing spinge l'immagine sostenibile del Lillet: secondo Pernod Ricard la produzione, rispetto al passato, impiega meno acqua ed energia, uve da vigneti certificati e trasporti a bioetanolo.
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