Quattro tendenze dal bar di oggi

Emergono quattro tendenze dal bar di oggi: low & no alcohol, ritorno all'ospitalità, packaging vintage e cocktail&food pairing. Ce lo racconta Nicole Cavazzuti.

17 Apr 2026 - 15:24
Quattro tendenze dal bar di oggi

BAR & WINE - Nella cornice di Splash a Bari, la principale fiera di settore del Sud Italia, è emerso che il settore sta cambiando pelle. E che si stanno affermando quattro tendenze precise.

Low alcohol: non più ai margini

La crescita del low alcohol e del no alcohol è uno dei trend più forti. Non si parla più di una nicchia, ma di una categoria di prodotti capace di intercettare pubblici diversi e di allargare le occasioni di consumo. Fabio Bacchi, fondatore del Roma Bar Show, ne è convinto: “La bevanda zero alcol non erode mercato ai drink alcolici, ma permette al contrario di incrementare i consumi”. Su un punto, però, molti concordano: oggi il mercato è ancora acerbo.

Creare prodotti analcolici eccezionali è una sfida a cui non ci si può sottrarre. La richiesta di consumi più leggeri e consapevoli è ormai troppo forte per essere ignorata. Ma non è facile”, commenta Marta Fabiani, PR & Events Manager di Gruppo Montenegro.

Ospitalità: torna al centro il cliente

Da più parti si torna a riflettere sul ruolo dell’ospitalità. Dopo anni in cui il racconto del bar ha insistito molto su tecnica, performance e apparenza, oggi si avverte il bisogno di recuperare il rapporto umano. “Oggi i bartender sono tecnicamente bravissimi, ma spesso manca quella componente umana che faceva la differenza. Bisogna tornare ad ascoltare il cliente”, afferma Fabio Bacchi, fondatore del Roma Bar Show.

Sulla stessa linea Luca Picchi, storico bartender e tra i maggiori conoscitori della storia del Negroni: “Abbiamo perso di vista l’hosting, il far stare bene le persone. Al bar voglio un sorriso, una battuta. Cose che oggi mancano. Il servizio non può essere solo mera esecuzione. Per fidelizzare occorre comprendere il cliente, farlo stare bene e regalargli un’esperienza”.

Che l’ospitalità sia essenziale lo dicono anche le aziende. “Per esperienza posso dire che le attività più efficaci sono quelle che creano community, non quelle che celebrano il singolo bartender. La relazione con gli ospiti oggi vale più dell’esibizione”, osserva Marta Fabiani, PR & Events Manager di Gruppo Montenegro.

Vintage: il passato torna come segno di autenticità

Un altro tema forte è il ritorno di etichette e packaging vintage. Il passato, insomma, torna a essere un linguaggio contemporaneo. Antonietta Acquaviva, direttrice marketing di Pallini, racconta che per avvicinare la clientela italiana gli sciroppi Pallini sono stati rinnovati con “una grafica che unisce elementi vintage a un design moderno e che rafforza l’identità del brand rendendolo immediatamente riconoscibile”. Lo stesso discorso vale per le bottiglie in ceramica del Limoncello Pallini, decorate a mano e pensate per trasformare il legame con il territorio in un elemento visivo forte.

Cocktail & food pairing

Il cibo sta ridefinendo il ruolo del cocktail e oggi è sempre più difficile immaginare un bar senza una proposta food. Luca Azzolina, Category Spirits Specialist di Cuziol, non ha dubbi: “Il drink deve uscire definitivamente dal ruolo di semplice aperitivo per diventare parte integrante dell’esperienza gastronomica”.

Secondo lui, “ogni cocktail può essere costruito con la stessa logica di un piatto: equilibrio, struttura e coerenza con le portate. Il pairing non è più un esercizio creativo fine a se stesso, ma uno strumento per arricchire il percorso del cliente e per valorizzare ogni fase del pasto”.

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