Roma, gara ristorazione scolastica da 23 milioni di pasti: ANIR promuove revisione dei prezzi

Gara ristorazione scolastica Roma: ANIR Confindustria promuove revisione prezzi e impianto del bando, chiede verifica in fase esecutiva.

22 Lug 2026 - 10:28
Roma, gara ristorazione scolastica da 23 milioni di pasti: ANIR promuove revisione dei prezzi

RISTORAZIONE COLLETTIVA - La gara di Roma Capitale per il servizio di ristorazione scolastica coinvolge circa 150 mila utenti, 816 strutture educative e oltre 23 milioni di pasti l'anno. ANIR Confindustria esprime una valutazione positiva sulla procedura, in particolare per il recepimento del meccanismo di revisione ordinaria dei prezzi previsto dalle Linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per un settore ad alta intensità di manodopera, esposto negli ultimi anni a forti tensioni sui costi delle materie prime, dell'energia, della logistica e del lavoro, la revisione ordinaria dei prezzi non è un elemento accessorio. È una condizione necessaria per garantire continuità del servizio, qualità delle prestazioni e corretta esecuzione dei contratti pubblici.

«La gara di Roma è un banco di prova importante», dichiara Massimo Piacenti, presidente di ANIR Confindustria. «Per la prima volta una procedura di questa dimensione assume in modo strutturato il tema della revisione ordinaria dei prezzi. È un segnale che va nella direzione giusta, perché riconosce un principio semplice: gli appalti di servizi non possono restare fermi sulla carta mentre cambiano, nella realtà, i costi che le imprese devono sostenere ogni giorno».

La procedura capitolina riguarda un servizio essenziale per la vita quotidiana della città. Numeri che confermano il peso economico, sociale e organizzativo della ristorazione scolastica e la necessità di affidare il servizio a imprese in grado di garantire competenze, investimenti, sicurezza alimentare, organizzazione del lavoro e capacità di gestione.

ANIR valuta positivamente anche l'impianto complessivo del bando, costruito su prezzo stabilito, qualità nutrizionale, sostenibilità ambientale, riduzione degli sprechi, educazione alimentare, legalità delle filiere e tutela dell'occupazione. Sono obiettivi coerenti con una visione moderna del cibo pubblico, inteso come parte delle politiche di welfare, salute, inclusione e sostenibilità delle comunità.

«La qualità richiesta dalla pubblica amministrazione deve essere sostenuta da condizioni contrattuali coerenti», prosegue Piacenti. «Questo significa, proprio come nella gara di fatta dal Comune di Roma, basi d'asta adeguate, revisione prezzi effettiva, regole chiare, controlli proporzionati e una corretta valorizzazione del lavoro. Solo così il servizio può essere davvero buono, sostenibile e giusto, non soltanto nelle intenzioni del capitolato ma nella gestione quotidiana delle mense».

Per ANIR, la gara di Roma può contribuire a definire un riferimento nazionale per gli appalti della ristorazione collettiva, a condizione che il modello venga verificato nella fase esecutiva. La qualità di una procedura pubblica non si misura soltanto al momento della pubblicazione del bando, ma nella capacità di tenere insieme, lungo tutta la durata del contratto, esigenze dell'amministrazione, diritti dei lavoratori, sostenibilità economica delle imprese e qualità del servizio reso agli utenti.

«Il punto decisivo è stato passare dalla qualità dichiarata alla qualità esigibile», conclude Piacenti. «Le imprese della ristorazione collettiva hanno fatto e faranno la propria parte. Grazie ad appalti costruiti su un equilibrio vero, perché il cibo pubblico è una responsabilità quotidiana e non può poggiare su contratti fragili».

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