Chef Andrea Fusco firma la cucina del ristorante Il Gabbiano di Stintino
Chef Andrea Fusco arriva al Gabbiano di Stintino con una cucina estiva che unisce Roma, Sardegna, mare e territorio
RISTORANTI - Il Gabbiano di Stintino affida la cucina allo chef Andrea Fusco per la stagione estiva 2026. L’arrivo dello chef romano apre una nuova fase per il ristorante dello stabilimento balneare di via della Pelosa 32, inserendo una firma gastronomica riconoscibile in una struttura già articolata sul fronte dell’ospitalità.
Fusco porta in Sardegna un percorso maturato tra tecnica, creatività e attenzione alla leggibilità del piatto. Il suo nome è legato al lungo lavoro al Giuda Ballerino! e al più recente progetto Nomina - Cucina Ludica.
Il Gabbiano si trova a Stintino, vicino alla spiaggia della Pelosa, ed è accessibile da tre ingressi: via della Pelosa 32, Club Esse Roccaruja e windsurf area. Lo stabilimento dispone di 210 ombrelloni e di una passerella in legno fino al mare.
L’offerta comprende il Beach Bar, aperto dalle 9 alle 19 con colazione, snack, pasti, aperitivi e cocktail, e il Lounge Bar, attivo dalle 20:30 alle 23:00. Quest’ultimo ha un’impostazione ispirata agli speakeasy, con gin and tonic dal mondo, Spritz con mirto sardo, bacche di ginepro e alga nori, cocktail remixati, distillati rari e un angolo champagne vista mare.

Una cucina tecnica ma accessibile
La cucina di Andrea Fusco nasce dal rapporto con il mare, con la spiaggia e con il ritmo dello stabilimento. L’obiettivo è proporre piatti tecnici ma non complicati, costruiti su freschezza, misura e riconoscibilità.
«L’idea è di accoglierlo, farlo rilassare e mangiare bene senza appesantirlo», racconta Fusco, definendo la sua come «una cucina elaborata, ma non eccessiva».
La proposta guarda alla tradizione sarda senza forzature, con una lettura personale pensata per risultare comprensibile anche al pubblico locale.
Il metodo dello chef parte dall’ascolto. «Cambio le cose solo quando le ho ben capite dalle persone che le fanno da una vita. Le reinterpreto solo quando posso pensare di modificarle senza alterarle».
Appena arrivato a Stintino, Fusco ha iniziato a costruire una rete con produttori, pescatori, piccoli laboratori e artigiani locali, coinvolgendo anche produttori di pasta, formaggi e custodi di saperi tradizionali a rischio di perdita.
Il progetto nasce dall’incontro tra due riferimenti gastronomici: Roma e Sardegna, uniti dal legame personale dello chef con Stintino e con la Pelosa.
La cucina del Gabbiano è pensata per momenti diversi: il pranzo leggero dopo la spiaggia, la cena vista mare, il passaggio al Beach Bar o al Lounge Bar.
Fusco sintetizza così il senso del lavoro: «il vero obiettivo è che, finito di mangiare, il cliente possa tornare al mare e stare bene».

I piatti simbolo del menu
Tra i piatti più rappresentativi ci sono gli Gnocchetti Sardi fatti a mano cacio e pepe con tartare di gambero rosso, polvere di cozze e menta fritta. Il piatto unisce la cacio e pepe romana alla componente marina di Stintino, attraverso gambero rosso, polvere di cozze e menta fritta.
«C’è Roma, la Sardegna e Andrea Fusco: un equilibrio tra i territori e il mio lavoro, tra passato, presente e futuro», dice lo chef.
Un altro piatto centrale è la fregola ai frutti di mare con cozze, vongole, polpo, scampi, cavolfiore, jus di manzo e katsuobushi. Fusco la lavora quasi come un risotto, per stratificazioni e concentrazione del gusto, con l’obiettivo di valorizzare un classico sardo senza snaturarlo. Proprio sulla fregola viene riportato il complimento ricevuto da un commensale sardo abituato a mangiarla fin dall’infanzia.
Gli Spaghetti con vongole veraci e selvatiche raccontano invece il rapporto con la materia prima locale. Tra gli ingredienti che più hanno colpito Fusco in Sardegna c’è proprio la vongola locale, scelta che conferma l’attenzione a prodotti veri, piccoli fornitori, pescato e ingredienti del territorio.

Antipasti, secondi e dessert
Tra gli antipasti figurano tartare e sashimi di tonno rosso con gel di lamponi e granita di cetriolo e rum e la tartare di manzo con semifreddo all’erborinato di pecora, gel di aceto balsamico e mirto.
Quest’ultima, già parte del repertorio dello chef, a Stintino cambia forma: la tartare viene disposta in piccoli frammenti e accompagnata da un formaggio erborinato sardo, che lega il piatto al territorio senza cancellare la firma personale di Fusco.
Tra i secondi spicca il baccalà in pastella al nero di seppia, misticanza al miele di corbezzolo e soia. Il riferimento è il baccalà in pastella romano, trasformato in tre elementi scuri, simili a “sassi”, grazie al nero di seppia. La misticanza al miele di corbezzolo e soia aggiunge note vegetali, dolci e umami.
La presenza del pane fatto in casa conferma l’attenzione al lavoro artigianale, alle farine e alla produzione interna. Accanto al ristorante resta una linea più rapida e balneare, con piatti veloci pensati per il ritmo dello stabilimento.
Nel finale dolce, il menu alterna freschezza e tecnica. Il semifreddo al cocco con cioccolato bianco e frutto della passione è pensato come dessert estivo, simile a un mini magnum, con salsa al passion fruit e lamponi disidratati.
La namelaka al burro d’arachidi segue una strada più tecnica: Fusco la immagina con mousse di caramello al caffè, tumbarella, piccola specialità sarda fritta ripiena di ricotta, e gelato di riso venere nero alla vaniglia. Il dolce guarda all’Oriente nella tecnica, ma resta legato alla Sardegna attraverso alcuni elementi locali.

Il nuovo corso del Gabbiano
Con l’arrivo di Andrea Fusco, Il Gabbiano di Stintino rafforza la propria proposta gastronomica per l’estate 2026. Lo stabilimento mantiene la sua struttura fatta di spiaggia, bar, lounge serale e ristorante, ma introduce una cucina più definita, costruita su mare, prodotti locali, tradizione sarda e riferimenti romani.
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