Dallo ''sgarro'' allo sport: a Salerno cadono cinque falsi miti sulla pizza

A sfatarli è la biologa nutrizionista Liana Cammarano, intervenuta al Pitti Pizza & Friends in corso fino al 30 agosto.

28 Agosto 2026 - 11:10
Dallo ''sgarro'' allo sport: a Salerno cadono cinque falsi miti sulla pizza

PIANETA PIZZA - La pizza non è necessariamente uno “sgarro”, non è incompatibile con l’attività sportiva e non impone di eliminare i carboidrati dagli altri pasti della giornata. Sono alcuni dei luoghi comuni affrontati dalla biologa nutrizionista Liana Cammarano durante il Pitti Pizza & Friends, in corso fino al 30 agosto in Piazza della Libertà a Salerno.

L’intervento ha proposto una lettura nutrizionale di uno dei piatti più rappresentativi della tradizione italiana, concentrandosi su cinque convinzioni diffuse che spesso condizionano il modo in cui la pizza viene inserita nell’alimentazione.

La pizza non è uno “sgarro”

Il primo falso mito riguarda l’idea della pizza come eccezione da concedersi dopo un periodo di rinunce. Una visione che, secondo Cammarano, rischia di associarla automaticamente al senso di colpa.

«Non è un alimento dal quale dobbiamo difenderci, né un premio da concederci dopo giorni di rinunce. È qualcosa che possiamo imparare a conoscere, scegliere e gustare senza sensi di colpa», ha spiegato la biologa nutrizionista.

Se costruita con equilibrio, la pizza può rappresentare un pasto completo. Alla quota di carboidrati fornita dalla base possono infatti essere associate fonti proteiche, grassi e fibre, scegliendo ingredienti come formaggi, pesce, olio extravergine d’oliva, frutta secca e verdure di stagione.

Pizza e glicemia: l’importanza della personalizzazione

Il secondo luogo comune riguarda la convinzione che le persone con diabete o che utilizzano insulina debbano necessariamente rinunciare alla pizza. Cammarano ha evidenziato come sia invece necessario valutare la preparazione e gli abbinamenti più adeguati.

In determinate combinazioni, la presenza di grassi può rallentare l’assorbimento dei carboidrati e modificare la risposta glicemica. Anche una pizza fritta, in alcune circostanze e in assenza di altre componenti proteiche o lipidiche, può produrre una risposta diversa da quella immaginata. Ciò non significa, ha precisato la nutrizionista, che il fritto sia automaticamente preferibile o indicato per tutti: l’elemento centrale resta la personalizzazione.

Il rapporto tra pizza e attività sportiva

Un altro falso mito riguarda la presunta incompatibilità tra pizza e sport. In questo caso occorre considerare il momento del consumo e le esigenze legate all’attività fisica.

Una pizza semplice, consumata con un anticipo adeguato rispetto alla prestazione, può fornire carboidrati utili a sostenere il lavoro muscolare. Dopo l’attività, invece, è necessario valutare le necessità dell’organismo nella fase di recupero.

I carboidrati non devono scomparire dal pranzo

Tra le abitudini più comuni c’è anche quella di eliminare i carboidrati dal pranzo quando si prevede di mangiare la pizza a cena. Secondo Cammarano, i due pasti rispondono invece a esigenze metaboliche differenti e devono essere organizzati in maniera equilibrata.

A pranzo è quindi possibile mantenere una quota di carboidrati accompagnata, ad esempio, da pesce e verdure. La nutrizionista invita inoltre a evitare soluzioni come il consumo della sola frutta nell’attesa della cena, adottate con l’obiettivo di “risparmiare” calorie.

Superare la logica del premio e del senso di colpa

L’ultimo falso mito riguarda più in generale il rapporto con il cibo. La pizza non dovrebbe essere percepita come una ricompensa da meritare dopo essersi privati di altri alimenti, né come qualcosa per cui sentirsi in colpa una volta terminato il pasto.

«È questo meccanismo che rischia di costruire un rapporto sbagliato con il cibo», ha sottolineato Cammarano, richiamando l’attenzione sulla necessità di superare la contrapposizione tra alimenti concessi e proibiti.

Pitti Pizza & Friends prosegue fino al 30 agosto

L’intervento si inserisce nel programma dell’edizione 2026 del Pitti Pizza & Friends, che dal 25 agosto riunisce in Piazza della Libertà 21 forni e differenti interpretazioni della pizza. I percorsi di degustazione consentono al pubblico di comporre un piatto con quattro spicchi, confrontando impasti, cotture, stili e tradizioni.

Ad accendere i ventuno forni presenti in Piazza della Libertà sono Antica Pizzeria Reginè di Salerno, I Due Fratelli di Salerno, Il Panuozzo di Gragnano – I Due Fratelli, 280 Grammi di Caserta, Brandi di Napoli, Pizza a Metro di Vico Equense, La Pizza di Umberto Falcone di Salerno, L’Angelo e il Diavolo di Salerno, Quanto Basta di San Giorgio del Sannio e Salerno, La Perla di Pulecenella di Salerno, Il Vicolo della Neve di Salerno, Antico Borgo di Nocera Superiore e la pizzeria San Matteo di New York.

Con Pizzeria Madison è presente anche un forno dedicato alle persone celiache, realizzato in collaborazione con AIC Campania – Associazione Italiana Celiachia. Tra le iniziative figura inoltre la collaborazione con In Vino Civitas, il Salone del vino di Salerno, dedicata agli abbinamenti tra pizza e vino.

La manifestazione è ideata da Maurizio Falcone e promossa dall’Associazione Alimenta, presieduta dallo stesso Falcone con Alfonso Aufiero vicepresidente. L’organizzazione è curata con Effe Emme Eventi, mentre la direzione tecnica è affidata a Nunzio Mascolo.

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