Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea, quarta edizione tra Napoli e Bacoli

Si chiude la quarta edizione del progetto di Dante Stefano Del Vecchio: a Napoli e Bacoli incontri su vino, dieta mediterranea, ricerca e ristorazione.

17 Sett 2026 - 16:11
Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea, quarta edizione tra Napoli e Bacoli

EVENTI - Si è conclusa la quarta edizione di “Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea: della vite, del vino e del cibo”, progetto ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e AIS Campania. Due giornate dedicate al rapporto tra storia, alimentazione, ricerca scientifica, agricoltura, ristorazione e mercati, con incontri tra imprese e operatori del settore.

La prima giornata, ospitata dal MANN, ha preso avvio dalle testimonianze di Pompei ed Ercolano per approfondire il ruolo del vino e del cibo dall'antichità a oggi. Ad aprire i lavori, insieme a Del Vecchio, il direttore generale del Museo Francesco Sirano, l'assessora regionale all'Agricoltura Maria Carmela Serluca e l'assessore comunale alla Partecipazione attiva e all'Immagine della città Carlo Puca.

«È stata una giornata importante non solo per il Museo, ma anche per tutti coloro che hanno partecipato, perché siamo andati molto oltre l’evento», ha sottolineato Francesco Sirano. «È stato un momento in cui la cultura del vino, la storia e l’archeologia dei nostri territori si sono dati appuntamento e hanno dialogato per mettere in rilievo qualcosa che rende unica questa terra e che la pone sotto i riflettori internazionali. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha proprio questa caratteristica: essere un luogo di sperimentazione e di apertura».

Maria Carmela Serluca ha richiamato il legame tra produzioni agricole e identità territoriale: «Il vino non è soltanto un prodotto: è territorio, paesaggio, lavoro, cultura e comunità. Dalle testimonianze dell’antichità custodite al MANN alle vigne che ancora oggi caratterizzano i nostri territori, esiste un filo che attraversa i secoli e che abbiamo il compito di custodire e, allo stesso tempo, valorizzare in chiave moderna».

Nel focus “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, Paolo Ascierto ha affrontato i rapporti tra alimentazione, prevenzione, microbiota, sistema immunitario e ricerca oncologica, richiamando un consumo responsabile di alcol e mettendo in guardia dalle semplificazioni alimentari. Luigi Moio ha approfondito il valore culturale e scientifico del vino e della fermentazione, definendo il vino un “vettore di cultura” e sottolineando l'importanza della moderazione e della trasmissione delle conoscenze.

La manifestazione ha previsto anche incontri tra aziende, consorzi e una delegazione di buyer stranieri guidata da Michèle Shah, consulente internazionale e Ambassador della Old Vine Conference. Le degustazioni hanno riunito vini campani, produzioni di altri territori italiani e referenze provenienti da Turchia, Armenia, Moldavia e Ucraina.

Da sinistra Sirano, Serluca, Moio, Ascierto, Del Vecchio, Puca

A Bacoli il confronto sul vino nella ristorazione

La seconda giornata si è svolta al Parco Borbonico della Casina Vanvitelliana di Bacoli, nel contesto storico e vulcanico dei Campi Flegrei e della loro viticoltura.

Tra degustazioni e incontri, AIS Campania ha curato la tavola rotonda “Presentazione e selezione dei vini nella ristorazione e pizzerie. Valore e cultura”, coordinata dal presidente Tommaso Luongo con Annibale Discepolo, Antonio Tubelli, Enzo Coccia, Agostino Alboretto e Angela Petroccione.

Il confronto ha evidenziato la necessità di rendere il vino più accessibile ai nuovi pubblici attraverso carte leggibili, proposte al calice, prezzi equilibrati, comunicazione e formazione. La pizza è stata indicata come possibile strumento per avvicinare nuovi consumatori, preservando e reinterpretando il rapporto tra cucina, vino e territorio. Gli interventi dei Consorzi di tutela del Sannio e del Friuli Venezia Giulia hanno approfondito la capacità di territori e denominazioni di fare sistema.

«Il successo di questi giorni conferma come uno dei format più interessanti per la promozione del vino nel prossimo futuro sia proprio il legame tra cultura, impresa e storia dei luoghi», ha sottolineato Luongo. «Sono elementi che, insieme, diventano protagonisti del racconto del vino e possono restituirgli profondità, identità e valore».

A conclusione dell'iniziativa, Dante Stefano Del Vecchio ha dichiarato: «Con il direttore generale Francesco Sirano, con due scienziati di valore internazionale come Luigi Moio e Paolo Ascierto e con la partecipazione dell’assessora Maria Carmela Serluca abbiamo costruito un confronto straordinario per contenuti, coinvolgimento e attenzione del pubblico. Tante persone hanno scelto di condividere con noi questi momenti, mettendo insieme le bellezze custodite nei luoghi che ci hanno ospitato, il loro legame con il cibo e il vino e il confronto con aziende e operatori internazionali. Abbiamo realizzato una bella pagina dedicata al vino, al cibo e alla Dieta Mediterranea, facendo camminare insieme cultura, ricerca e impresa».

Compila il mio modulo online.