Alcoleria Popolare: la miscelazione narrativa di Sofia Mammana tra cucina, drink su misura e cultura urbana
Cocktail che raccontano storie, preparazioni su misura e cucina artigianale: Alcoleria Popolare è il nuovo format di mixology contemporanea di Sofia Mammana
BAR & WINE - In una Palermo sempre più vivace dal punto di vista gastronomico e culturale, Alcoleria Popolare si presenta come un luogo che sfida le etichette. Aperto da pochi mesi nel cuore della città, il nuovo progetto di Sofia Mammana rompe gli schemi tradizionali della ristorazione serale. Non è solo cocktail bar, né solo cucina: è un laboratorio esperienziale dove la mixology si fa linguaggio, la cucina esprime identità artigianale e il locale si trasforma in pub culturale urbano.
Tutto, dall’orario di apertura (ogni giorno dalle 18:00) alla grafica del menu, parla di una scelta consapevole. Un approccio che mette al centro lo studio, il rispetto per le materie prime e l’ossessione per il dettaglio. Un luogo dove ogni elemento – dalla tartare al drink su misura – ha un senso e una storia.
Cucina artigianale, espressa e condivisa
Il cuore gastronomico di Alcoleria Popolare batte forte sull’idea di cucina espressa, con materie prime fresche e approvvigionamenti quotidiani in piccole quantità. Ogni piatto è pensato per essere condiviso, con porzioni generose e una forte attenzione alla stagionalità.
Tra i piatti simbolo:
Patatine fritte artigianali, tagliate a mano e servite al momento.
Pollo coreano marinato nello yogurt, speziato e rifinito con salsa spicy in agrodolce.
Tartare di vitello, condita solo al momento per rispettarne consistenza e freschezza.
I panini gourmet valorizzano la regionalità italiana, come nel Calabrese con ’nduja e guanciale croccante, affiancati da proposte vegetariane e varianti inedite. I taglieri puntano su salumi e formaggi provenienti da piccoli produttori, mentre ogni giorno viene proposto un solo dessert fatto in casa, garanzia di freschezza e coerenza.

Drink che raccontano storie: la miscelazione come narrazione
Il bar non è solo un banco di mescita, ma un palcoscenico liquido. Sofia Mammana propone una visione della mixology che integra tecnica, narrazione e personalizzazione. Oltre ai classici (Negroni, Margarita, Gin Tonic), il vero protagonista è il “Fai Tu”: un cocktail creato su misura dal bartender in base ai gusti del cliente. Un invito all’ascolto e alla sperimentazione, che rende ogni visita un’esperienza irripetibile.
Ma la vera forza della proposta emerge nelle serate di degustazione narrata, dove ogni drink è accompagnato da una storia. Noi abbiamo provato in anteprima alcuni drink del nuovo menù. Ve ne segnaliamo due.
“Euterpe va in Messico”: spiritualità liquida tra Sicilia e Oaxaca
Il primo drink si ispira a Euterpe, musa della musica. In un racconto originale firmato dalla stessa Sofia, la musa trova una poesia sulla spiaggia e si innamora dell’autore. Parte per il Messico e lì scopre il Mezcal Pechuga, distillato che racchiude l’anima del produttore attraverso l’aggiunta di carne durante la distillazione.
Ingredienti:
- Gin siciliano “Euterpe Musa” al mango e frutto della passione 3 cl
- Mezcal 3 cl
- Succo fresco di lime 3 cl
- Sciroppo di karkadè, cannella e peperoncino 2 cl
Preparazione: shake & strain
Guarnizione: sal de gusano sul bordo del bicchiere – sale affumicato con vermi d’agave essiccati.
Il risultato è un cocktail bilanciato e intenso, dove l’esotico del mezcal incontra la delicatezza del gin fruttato e la speziatura elegante dello sciroppo. Una metafora liquida del piacere dell’attesa e della dedizione.

“Red Moon”: la cheesecake che si beve
Con il secondo cocktail, Sofia spinge ancora oltre la sua idea di “cucina liquida”. Red Moon è un’interpretazione della cheesecake ai frutti rossi, un dessert trasformato in drink attraverso la tecnica del fat-wash.
Ingredienti principali:
- Bitter al caffè “Vivere”
- Gin “Calliope Musa” ai frutti rossi
- Bitter cacao e carruba “Erato”
- Fat wash con formaggio spalmabile, burro e vaniglia
Guarnizione: un biscotto al burro con coulis ai frutti rossi – da mangiare prima di bere il cocktail.
Il drink sorprende per consistenza, intensità e contrasto. Alcuni lo trovano inizialmente spiazzante, ma la combinazione con il biscotto armonizza il tutto e ricrea la sensazione di una cheesecake. È un cocktail che chiede fiducia, ascolto, tempo e restituisce profondità.

Da medico a bartender: il percorso di Sofia
Il percorso di Sofia Mammana non nasce nei laboratori di mixology, ma tra sogni di chirurgia e liceo artistico. Dopo un licenziamento precoce per non aver saputo fare un Campari Bitter, trova nella sconfitta la motivazione per imparare, studiare e creare un linguaggio proprio.
Oggi, Sofia è una delle giovani figure più interessanti della nuova scena del bere siciliana: curiosa, narrativa, coraggiosa.
Un locale che è anche spazio culturale
Infine, Alcoleria Popolare è anche un luogo d’incontro per la cultura urbana: stand-up comedy, mostre, laboratori teatrali, collaborazioni con scuole di recitazione. Il calendario è in divenire, ma sempre coerente con una comunicazione minimalista e autentica.
Con Alcoleria Popolare, insomma, Sofia Mammana offre a Palermo un format contemporaneo e ibrido, dove il confine tra cucina, bar e cultura si dissolve. Una proposta che parla a giovani, coppie, turisti curiosi e appassionati del buon bere – e che restituisce al drink la sua dignità più profonda: quella di racconto, di rito, di esperienza.
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