Breccia Trattoria Moderna: la storia del locale romano di Luca Di Clemente

La storia di Breccia Trattoria Moderna a Roma: dall’apertura nel 2021 a una cucina che rinnova la tradizione romana

10 Giu 2026 - 13:03
Breccia Trattoria Moderna: la storia del locale romano di Luca Di Clemente

RISTORANTI - Ci sono locali che nascono già con un'identità definita e altri che la costruiscono nel tempo, seguendo un percorso fatto di cambiamenti, investimenti e scelte precise. È il caso di Breccia – Trattoria Moderna, il primo progetto imprenditoriale di Luca Di Clemente, oggi proprietario anche di Bacco al Pretorio, rilevato nel 2022, e della storica Taverna Flavia, acquisita nell'autunno scorso.

La storia di Breccia è strettamente legata alla crescita professionale del suo fondatore. Quella che inizialmente era una piccola attività di quartiere si è trasformata nel laboratorio in cui Di Clemente ha sviluppato la propria idea di ristorazione, affinando negli anni una proposta che oggi trova espressione in una trattoria contemporanea profondamente legata alla tradizione romana.

Anche il nome racconta questa visione. Un riferimento geografico e storico, ma anche simbolico.

“La scelta del nome è stata facile trovandosi il locale in via Nomentana ossia vicino a Porta Pia, dove è noto che nel 1870 venne aperta una breccia che portò le truppe italiane a riconquistare la città in mano al papato e protetta da Napoleone III, la famosa Breccia di Porta Pia che portò all’Unità d’Italia. Tra l’altro questo nome, inteso come passaggio simbolico, mi sembrava che incarnasse bene lo spirito del locale che volevamo realizzare: una trattoria romana moderna che parte dalla tradizione personalizzandola con uno sguardo nuovo”.

Dal bistrot alla trattoria moderna

Il percorso di Breccia si sviluppa attraverso una serie di passaggi che ne hanno progressivamente ridefinito identità e dimensioni.

L'attività apre nel marzo del 2021 come Breccia Bistrot, all'interno di uno spazio contenuto situato al civico 61 di via Nomentana. In quella fase il locale è soprattutto una caffetteria con una forte vocazione per gli aperitivi e per il pranzo veloce, con una proposta fatta di insalate, panini e piatti rapidi. A contribuire alla partenza positiva dell'attività è anche la posizione strategica, proprio di fronte al Ministero dei Trasporti, che garantisce un flusso costante di clientela.

Tra le proposte più apprezzate c'è fin da subito l'hamburger, realizzato utilizzando carne fornita dal Gruppo Galli e pane del Forno Roscioli, una scelta che testimonia già l'attenzione riservata alla qualità delle materie prime.

La prima svolta arriva nel febbraio del 2022, quando Di Clemente acquisisce il locale confinante dotato di canna fumaria. È il passaggio che permette di sviluppare una cucina vera e propria e di ampliare sensibilmente l'offerta gastronomica.

Nasce così un bistrot con cucina classica, fortemente orientato alla tradizione romana. In questa fase la consulenza dello chef romano Andrea Lattanzi, oggi alla guida della cucina della Taverna Flavia, contribuisce a definire una carta essenziale ma ricca di riferimenti alla cucina capitolina, con particolare attenzione ai primi piatti.

Un anno dopo arriva un ulteriore tassello. Nell'aprile del 2023 l'acquisizione del locale al civico 57 consente di ampliare ulteriormente gli spazi, aggiungendo una nuova sala e portando il locale all'attuale configurazione di circa 45 coperti interni e 15 esterni.

La trasformazione definitiva si compie all'inizio del 2025. Breccia abbandona progressivamente la componente legata all'aperitivo e completa il proprio percorso evolutivo diventando ufficialmente Breccia – Trattoria Moderna. Una scelta che concentra tutte le energie sulla cucina e su una proposta capace di partire dalla tradizione romana per svilupparla attraverso dettagli contemporanei, senza mai perdere riconoscibilità.

La qualità parte dalla scelta dei fornitori

Uno degli elementi che caratterizzano il lavoro svolto da Breccia è l'attenzione dedicata alla selezione delle materie prime.

La filosofia del locale si traduce in una rete di fornitori che alterna realtà storiche, botteghe di quartiere e aziende specializzate. Il pane arriva dal Forno Roscioli, mentre la pasta fresca è fornita dalla Drogheria Alecci di Piazza Bologna. La pasta secca artigianale proviene invece da Pasta Fresca Paolucci di Montesacro.

Per le carni il riferimento è il Gruppo Galli, affiancato dalla macelleria Bayslach del mercato di Piazza Alessandria. Gli ortaggi sono selezionati da Urka Che Frutta, il pesce arriva da Ittica 3 Esse, mentre i latticini provengono da Sanguanini e dalla storica bottega Micocci di via Collina.

Una filiera costruita nel tempo che riflette la volontà di mantenere elevato il livello qualitativo dell'offerta quotidiana.

Una squadra giovane alla guida del progetto

Attorno a Luca Di Clemente lavora una squadra composta prevalentemente da professionisti giovani.

In sala operano Patrizio Campanale e Francesco Comini, mentre il servizio del pranzo business è coordinato da Daniele Bianchi, chiamato a gestire una fascia oraria caratterizzata da ritmi serrati e da una clientela che richiede velocità senza rinunciare alla qualità.

Dal febbraio 2024 la cucina è affidata a Briand Paredes, trentenne italiano di origini peruviane che porta con sé esperienze maturate da Cipasso. Al suo fianco lavora il ventiquattrenne Lorenzo Gentile, contribuendo a una proposta in continua evoluzione ma sempre coerente con l'identità del locale.

Una cucina che parte dalla tradizione romana

La carta di Breccia racconta bene il percorso compiuto dal locale negli ultimi anni. La tradizione romana resta il punto di riferimento, ma viene riletta attraverso interventi misurati che aggiungono personalità senza alterare l'essenza delle ricette.

Negli antipasti emergono piatti come le Polpette Saltimbocca, una reinterpretazione del celebre secondo romano servita con prosciutto croccante, oppure il Maritozzo fatto in casa con ripieno di manzo alla Picchiapò e maggiorana, completato da panna salata al pecorino.

Tra le proposte più originali figurano anche il Magnum di melanzana, preparato con melanzane cotte al forno, parmigiano, pecorino, mentuccia e uovo, accompagnato da una maionese alle erbe, e l'Ovo Croccarello, un uovo cotto a 64 gradi, panato e fritto, servito con un condimento stagionale.

Non manca la Vignarola, uno dei piatti simbolo della cucina romana primaverile, preparata con fave, piselli e carciofi.

I primi piatti al centro della proposta

Come in ogni trattoria romana che si rispetti, i primi rappresentano il cuore del menu.

Accanto ai grandi classici della tradizione trova spazio un'Amatriciana preparata con un sugo che arriva a cuocere fino a quattro ore e completata con Pecorino Romano DOP.

Tra le proposte più apprezzate figurano anche le Pappardelle al ragù di cortile, preparate con pollo, anatra e coniglio, e i Fagottini ripieni, realizzati con pasta fresca fatta in casa e farciture che cambiano seguendo la stagionalità.

Secondi piatti e burger identitario

Anche nei secondi la cucina mantiene una linea chiara e riconoscibile.

Il Pollo e patate viene preparato utilizzando una sovracoscia di pollo ruspante toscano marinata, cotta a bassa temperatura e successivamente passata alla griglia. Il piatto è accompagnato da patate gialle di Avezzano con burro e salvia e da una salsa ottenuta da fondo di pollo, senape ed erbe aromatiche.

Completano la selezione il Polpo rosticciato e la Melanzana al cartoccio, cotta al forno con spezie e servita con pomodorini affumicati, pecorino agrumato e granella di mandorle.

Un capitolo a parte merita il Breccia Burger, preparato con broccoletti fatti in casa e scaglie di pecorino. Un piatto che continua a occupare uno spazio importante nel menu perché rappresenta la memoria delle origini del locale e della sua prima fase da bistrot e panineria.

A chiudere il percorso ci sono dessert classici come Tiramisù, Panna cotta alle visciole e Tortino al cioccolato.

Il pranzo business pensato per il quartiere

Accanto all'offerta serale, Breccia ha sviluppato negli anni una formula dedicata al pranzo che risponde alle esigenze della clientela professionale della zona.

La proposta si basa su un concetto semplice: offrire un servizio rapido senza rinunciare alla qualità. Il menu prevede una portata a scelta, acqua e caffè inclusi, con prezzi differenziati in base alla categoria selezionata.

Più che una carta separata, si tratta di una selezione ragionata di piatti derivati dal menu principale, adattati ai tempi e alle necessità del servizio diurno. Una formula che contribuisce a mantenere saldo il legame tra il locale e il tessuto lavorativo del quartiere, confermando quella vocazione quotidiana che accompagna Breccia fin dalla sua apertura.

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