Matcha, quanto pesa davvero sul lavoro del bar
Il matcha cresce nei bar, ma quanto pesa davvero su costi e servizio? Materia prima, dosaggio, preparazione e organizzazione del banco sotto esame
BAR & WINE - Il matcha può essere venduto a un prezzo nettamente superiore a quello di un caffè, ma questo non significa automaticamente che sia una bevanda semplice da gestire o ad alta marginalità. Quando gli ordini aumentano, soprattutto nelle ore di punta, nel conto entrano non solo la polvere utilizzata, ma anche dosaggio, tempo di preparazione, latte, eventuali puree e sciroppi, sprechi e velocità del servizio.
È qui che il boom del matcha diventa un tema per chi gestisce un bar: quanto costa realmente ogni tazza e quante se ne possono preparare senza rallentare il banco?
Una materia prima sempre più richiesta e costosa
La pressione sulla filiera è reale. Il Ministero dell'Agricoltura giapponese rileva che nel 2025 la produzione di tencha, il tè utilizzato per produrre il matcha, ha raggiunto 6.278 tonnellate, circa 3,2 volte il livello del 2014.
L'aumento della produzione non ha però fermato i prezzi. Nel 2025 il tencha grezzo è stato quotato mediamente 8.562 yen al chilo. La prima raccolta arrivava a 10.030 yen/kg, mentre la seconda si fermava a 4.950 yen/kg. Una differenza che mostra quanto raccolto e qualità possano incidere sul costo della materia prima.
Per il bar, naturalmente, questi valori sono soltanto il punto di partenza: lavorazione, importazione, confezionamento e distribuzione determinano poi il prezzo effettivo di acquisto.

Quanto pesa il matcha nella singola tazza
Sul mercato professionale europeo i prezzi cambiano molto in base alla qualità. Un listino B2B consultato per questa analisi propone, per esempio, prodotti compresi fra 135 e 320 euro al chilo. Non è una media di mercato, ma un riferimento utile per capire l'ordine di grandezza.
Ippodo Tea, storica azienda giapponese, utilizza 3 grammi di matcha nella propria ricetta del matcha latte. Con questa dose, la polvere costa circa 40 centesimi se acquistata a 135 euro/kg e può avvicinarsi a un euro con un prodotto da 320 euro/kg.
È una differenza importante, ma c'è un altro aspetto da controllare: il dosaggio. Con un matcha da 200 euro/kg, mezzo grammo utilizzato in più vale circa 10 centesimi. Ripetuto decine di volte al giorno, un piccolo errore diventa uno spreco significativo.
Per questo bilancia, dosatore e ricetta standardizzata non sono dettagli: servono a difendere il margine.
Il costo che non si vede: il tempo
Preparare un matcha latte richiede diversi passaggi. Nella ricetta Ippodo la polvere viene setacciata, mescolata con acqua a 80 °C e lavorata con il chasen per 15 secondi prima di aggiungere il latte. Quei 15 secondi riguardano soltanto il whisking, non l'intera preparazione.
Il punto, però, non è trasformare ogni secondo in un costo. È capire cosa succede quando questa sequenza si ripete decine di volte nelle ore di punta.
Se il matcha richiede più passaggi rispetto ad altre bevande e utilizza la stessa postazione di caffè, cappuccini e latte, l'aumento degli ordini può rallentare il flusso del banco. A quel punto il problema non è soltanto il costo della materia prima, ma quanto una bevanda incide sulla velocità complessiva del servizio.
Quando il matcha rallenta il servizio
Le discussioni tra baristi mostrano che il problema esiste già nei locali ad alto volume. In un thread pubblicato su Reddit nel luglio 2026 un operatore raccontava di preparare a mano oltre 200 iced matcha al giorno, utilizzando 5 grammi per bevanda. Altri riferivano di valutare il batch proprio per gestire meglio l'aumento degli ordini.
Sono testimonianze individuali, quindi non possono essere considerate dati rappresentativi del settore. Servono però a mostrare cosa può accadere quando una bevanda nata come referenza di nicchia diventa improvvisamente ad alta rotazione.
In questi casi acquistare bene il prodotto conta, ma conta altrettanto organizzare il lavoro.
Preparato al momento, pre-dosato o in batch?
Preparare ogni matcha dall'inizio al momento dell'ordine consente di controllare la preparazione al momento, ma comporta più passaggi. Una prima soluzione può essere pre-pesare le dosi prima del servizio, eliminando almeno un'operazione durante le ore di punta.
Nei locali con volumi elevati si può valutare anche il batch, cioè la preparazione anticipata di una base di matcha da utilizzare per più bevande. Perfect Daily Grind ha raccolto nel 2026 esperienze di coffee shop che adottano questo sistema per velocizzare il servizio e rendere più costanti le preparazioni.
Il batch, però, richiede attenzione. Il matcha è sensibile ad aria, luce, calore e umidità, mentre le basi preparate in anticipo devono essere gestite tenendo conto di ossidazione, conservazione e tempi di utilizzo. Prepararne troppo può quindi trasformare il tempo risparmiato in prodotto da scartare.
Non esiste perciò una soluzione valida per tutti: il metodo deve essere scelto in base ai volumi reali del locale.
Le varianti aumentano anche il lavoro
La complessità cresce ulteriormente con iced matcha, puree di frutta, sciroppi, creme e cold foam. Il prezzo al pubblico può salire, ma aumentano anche ingredienti da gestire, operazioni per ordine e possibilità di errore.
Anche la versione fredda non elimina necessariamente la lavorazione: nella ricetta Ippodo dell'iced matcha latte restano la dose da 3 grammi, la setacciatura e i 15 secondi di whisking.
Per questo il sovrapprezzo applicato, per esempio, a uno strawberry matcha non dovrebbe dipendere soltanto dal costo della purea. Bisogna considerare anche il tempo aggiunto alla preparazione e l'impatto sulla velocità del servizio.
Lo stesso vale per la scelta della materia prima. I dati giapponesi mostrano differenze di prezzo molto ampie fra raccolti e qualità. Per un locale può quindi essere utile verificare se abbia senso utilizzare lo stesso matcha per una preparazione servita pura e per una bevanda con latte, sciroppi o puree, dove le caratteristiche più fini della materia prima potrebbero essere meno percepibili.
La risposta non può essere uguale per tutti e va verificata con il prodotto e le ricette effettivamente utilizzate.

Prima di alzare il prezzo, misurare il banco
Il matcha dovrebbe essere trattato come qualsiasi altra referenza ad alta rotazione. Un bar deve sapere quanti grammi utilizza realmente per tazza, quanti ordini concentra nelle ore di punta, quanto tempo richiedono le diverse ricette e quanto prodotto viene scartato.
Solo dopo aver misurato questi elementi si può capire se conviene cambiare fornitore, rivedere la qualità utilizzata, standardizzare meglio le dosi, organizzare una mise en place dedicata o introdurre piccoli batch.
Perché il problema può non essere semplicemente il matcha che costa troppo. Può essere il modo in cui quei pochi grammi vengono trasformati in una bevanda proprio quando il banco deve lavorare più velocemente.
Fonti utilizzate per questo approfondimento
- https://www.maff.go.jp/j/seisan/tokusan/cha/attach/pdf/ocha-187.pdf
- https://moriitea.com/pages/wholesale-matcha
- https://ippodotea.com/blogs/recipes-to-brew-japanese-tea/matcha-latte-recipe
- https://ippodotea.com/blogs/recipes-to-brew-japanese-tea/iced-matcha-latte
- https://perfectdailygrind.com/2026/03/should-coffee-shops-batch-matcha/
- https://www.marukyu-koyamaen.co.jp/english/about-tea/know-matcha.html
- https://www.reddit.com/r/barista/comments/1um1qx7/have_you_noticed_matcha_orders_rising_lately/
- https://www.sangiin.go.jp/japanese/annai/chousa/rippou_chousa/backnumber/2025pdf/20251202087.pdf








